Racconta in un libro il ritorno alla vita dopo un mese in coma
Correggio, Massimo Grassi: «Non prendo nulla per scontato e ho imparato a godere delle piccole grandi gioie»
CORREGGIO. Un ritorno alla vita raccontato attraverso le pagine di un libro. Una rinascita descritta a quattro mani con il figlio e la grande opportunità di assaporare, dopo la paura, il valore del vivere quotidiano, delle piccole cose che rendono prezioso ogni giorno.
È la storia del correggese Massimo Grassi, 45 anni, colpito, il 25 aprile del 2011, da un’emorragia cerebrale dopo la quale è rimasto un mese in coma. Da allora, Massimo si è sottoposto a tremila ore di fisioterapia e 1.500 di rieducazione logopedica, oltre alla riabilitazione cognitiva all’ospedale San Sebastiano di Correggio. Un lungo percorso di cura con cui Massimo scolpisce ogni giorno un’ulteriore sfaccettatura del miracolo che lo ha riportato in vita: un iter sanitario partito dall’ospedale Bellaria di Bologna, dove Grassi è rimasto sospeso un mese tra la vita e la morte; poi all’ospedale San Giorgio di Ferrara, dove il 45enne ha affrontato la riabilitazione. Qui, nei corridoi del San Giorgio, fa bella mostra di sé un poster in ricordo di Massimo.
Grassi ha dato alle stampe un primo libro, intitolato “Tutto suo padre”, Magellano Finebooks Editore, che riporta in copertina un disegno del figlio Mattia, carico di speranza e recante la scritta: «Ti voglio bene, papà». Sull’onda del successo di questo primo libro, in cui Massimo Grassi riassume emozioni e difficoltà del suo travagliato ma riuscito ritorno alla vita, lo stesso Max sta per dare alle stampe un secondo volume, curato sempre dallo stesso editore, la cui uscita è prevista per settembre.
«Il primo libro raccontava la mia rinascita, affrontata con una determinazione che ha stupito tutti, vista anche tramite gli occhi di mio figlio Mattia – racconta Massimo Grassi –. Tutti gli introiti sono stati devoluti a una borsa di studio per Mattia e in beneficenza a Edica, oltre a un ammontare servito per le spese di ristampa. Poi, siccome i tanti lettori del primo libro, stampato e distribuito in circa tremila copie, mi hanno scritto lettere commoventi, ricche di valore, ho pensato che sarebbe stato un peccato disperderle. Sono consapevole di essere molto fortunato e voglio condividere con gli altri la bellezza della mia rinascita. Del mio miracolo. Prima di trasferirmi a Correggio, dove vive anche mia madre, vivevo a Bologna. Ora svolgo un percorso di terapia occupazionale all’ospedale San Sebastiano. Ho rifatto l’esame di guida e sono riuscito a conseguire una patente speciale. Dopo la malattia, mi sono abituato a non prendere per scontato nulla e a godere delle piccole grandi gioie».
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