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Bagni pericolosi nell’Enza arriva un’ordinanza unica

di Ambra Prati
Bagni pericolosi nell’Enza arriva un’ordinanza unica

Canossa: coinvolti tutti i Comuni rivieraschi. Al via una campagna informativa Chiesti contributi alla Regione per nuovi cartelloni, ma si va all’anno prossimo

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CANOSSA. Una ordinanza uguale per tutti i Comuni, cartelli da realizzare con il contributo della Regione e, soprattutto, una campagna di comunicazione rivolta ai bagnanti. E’ quanto deciso ieri in municipio a Canossa nella riunione indetta sulla sicurezza dell’Enza, dopo il duplice episodio accaduto al ponte di Cedogno, dove venerdì 25 giugno Andrea Begliardi, 24enne di Casina, è morta in acqua e dove tre giorni dopo, nello stesso mulinello sotto la traversa in cemento, hanno rischiato di annegare altri tre bagnanti. Alla riunione di ieri erano presenti rappresentanti di Servizio tecnico di bacino della Regione, Provincia di Reggio Emilia, sindaci di Canossa, Vetto, Neviano degli Arduini e Traversatolo (Parma), carabinieri (il comandante Tondo di San Polo), polizia municipale e Fipsas. Due ore e mezza di discussione (dalle 10.30 alle 13) nella quale si è disquisito delle varie problematiche. La Regione ha ribadito il divieto di balneazione su tutti i torrenti e fiumi interni (l’ultima delibera è dell’aprile 2016, ma è in vigore da decenni). Gli enti locali hanno chiesto a Bologna di indicare le direttive legislative, con un duplice obiettivo: un caposaldo che consentirà da una parte di emettere ordinanze fotocopia in tutti i Comuni; dall’altra, di apporre una nuova cartellonista. Spiegano il sindaco di Canossa Luca Bolondi e la vicesindaca Loredana Viani: «Siamo in attesa di una bozza da Bologna sulla quale costruire l’ordinanza da girare poi a tutti i Comuni, anche quelli non presenti oggi come ad esempio Montecchio Emilia (dove in passato si registrarono casi di annegamento, ndr). L’ordinanza sarà portata nell’Unione Val d’Enza per ampliare il raggio d’azione».

Il rifacimento delle segnalazioni ha un costo, perciò è stato chiesto alla Regione un contributo di circa 4mila euro.

«Le nuove indicazioni dovranno essere numerose – prosegue Bolondi –. Il solo Comune di Canossa ha individuato, nel proprio territorio, almeno dieci punti di accesso, in corrispondenza di attività gestite, come bar e ristoranti: Pagoda, ex Celestino, il River, Ienza, ponte di Cedogno e altri ancora». Resta il punto dolente della tempestività: l'ordinanza è prevista per oggi, mentre per contributi e cartelloni è facile prevedere che si slitterà all’anno prossimo. «La stagione estiva è già entrata nel vivo – spiega Bolondi – ogni fine settimana abbiamo 2-3mila persone sul torrente. Non possiamo perdere tempo, soprattutto la campagna di sensibilizzazione dev’essere immediata». La campagna informativa dovrà coinvolgere social network, web e media. Si pensa anche a volantini da diffondere nei locali pubblici, magari in più lingue («molti bagnanti sono stranieri»). I volontari Fipsas, che puliscono l’Enza dai rifiuti, avranno anche l’incombenza di informare i bagnanti.

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