Il Pd toglie la tessera a Paolo Bargiacchi per la lista “nemica”
Ventasso: lo ha deciso la commissione di garanzia di Reggio «Sospensione per due anni, prorogabile alla scadenza»
VENTASSO. Lo strappo è compiuto: Paolo Bargiacchi – una vita spesa per la politica in montagna, prima volta eletto sindaco nel 1980, da quando esiste esponente del centrosinistra e poi del Partito democratico – si è visto ritirare per due anni, con possibilità di proroga, la tessera dallo stesso Pd dopo la “ribellione” consumata prima delle ultime elezioni amministrative, le prime per il Comune di Ventasso, in cui ha guidato una lista civica contro quella del candidato ufficiale (poi risultato vincitore) Antonio Manari.
La sanzione è arrivata dopo la riunione della Commissione di garanzia del Pd di Reggio Emilia, svoltasi giovedì sera alla presenza del presidente della stessa, Raffaele Leoni, e di Cecilia Anceschi, Elga Bellocchi e Gianni Prati.
A Bargiacchi, dunque, arriva una sanzione simile a quella di cinque anni fa, per una scelta analoga: la composizione e la presentazione di una lista civica contro quella sostenuta dal Pd – in quel caso per elezioni del Comune di Collagna – ma in ordine alla reiterazione la commissione ha già previsto la possibile proroga della sospensione.
Nel provvedimento si spiega che il segretario del circolo Pd, Emanuele Coli, con lettera del 22 giugno aveva richiesto «il ritiro della tessera e la conseguente sospensione dei tesserati 2015 che nelle scorse elezioni amministrative di Ventasso hanno partecipato a liste contrapposte alla lista ufficiale del Partito democratico», riferendosi in particolare a Paolo Bargiacchi.
La commissione di garanzia del Partito democratico di Reggio Emilia ha spiegato che «non spettano a noi valutazioni politiche di merito sull’accaduto, le quali restano di competenza degli organi dirigenti del Pd ai vari livelli, ma all’unanimità si ritiene che Paolo Bargiacchi sia incorso, senza dubbio alcuno, nella violazione dell’articolo 2 comma 7 lettera D dello statuto che recita: “Gli iscitti e le iscritte al Partito democratico hanno inoltre il dovere di favorire l’ampliamento delle adesioni al partito e della partecipazione ai momenti aperti a tutti gli elettori; di rispettare lo statuto le cui violazioni possono dare luogo alle sanzioni previste”, e del comma 9 dello stesso articolo che recita: “Sono escluse dalla registrazione nell’anagrafe degli iscritti e nell’albo degli elettori del Pd le persone appartenenti ad altri movimenti politici o iscritte ad altri partiti politici o aderenti, all’interno delle assemblee elettive, a gruppi consiliari diversi da quello del Partito democratico. Gli iscritti che, al termine delle procedure per la selezione delle candidature, si sono candidati in liste alternative al Pd, o comunque non autorizzate dal Pd, sono esclusi e non più registrabili per l’anno in corso e per quello successivo, nell’anagrafe degli iscritti».
Prosegue la commissione di garanzia del Pd di Reggio Emilia: «Si delibera pertanto, sempre all’unanimità, di disporre la cancellazione di Paolo Bargiacchi dall’anagrafe degli iscritti al Pd e dall’albo degli elettori, considerandolo non più appartenente al Pd, con effetto immediato e sino al 31 dicembre 2017. La commissione ha inoltre considerato che fu adottato analogo provvedimento contro Paolo Bargiacchi, per gli anni 2011 e 2012, in quanto lo stesso si candidò nel 2011 a sindaco di Collagna in una lista alternativa a quella del Pd».
«In considerazione della reiterazione della stessa violazione dello statuto – conclude il documento del Partito democratico di Reggio Emilia – la commissione ritiene di riservarsi, sin d’ora, di confermare e prorogare, alla sua scadenza, il provvedimento di sospensione per un analogo periodo».
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