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«Morì a 56 anni a causa dell’amianto»

di Serena Arbizzi
«Morì a 56 anni a causa dell’amianto»

Correggio, caso Cemental: l’avvocato Romano sulla morte di Giuseppe Cagarelli. La madre si è costituita parte civile

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CORREGGIO. «Non c’è alcun dubbio riguardo al fatto che Giuseppe Cagarelli sia morto per un mesotelioma pleurico, di derivazione certa a causa dell’esposizione all’amianto». Questa la tesi esposta durante l’udienza di giovedì pomeriggio in Tribunale a Reggio Emilia, nell’ambito del procedimento giudiziario a carico di Franco Ponti, già titolare della Cemental, la fabbrica che si occupava della lavorazione dell’amianto. Ponti è subentrato al timone dell’azienda nei primi anni Settanta dopo la morte del padre Sergio. A suo carico prenderà il via, il prossimo 7 luglio, il processo penale davanti al giudice monocratico Alessandra Cardarelli, a seguito del rinvio a giudizio di Franco Ponti, accusato di omicidio colposo e lesioni gravissime, dopo l’esposto presentato da Andrea Nanetti, il cui padre, Luciano, è morto di mesotelioma pleurico nel 2012, dopo aver lavorato alla Cemental dal 1967 fino al 1971. Ebbene, oltre alla famiglia Nanetti, anche la famiglia di Giuseppe Cagarelli, deceduto a 56 anni nel 2008, sempre a causa di un mesotelioma pleurico, si è costituita parte civile tramite l’avvocato Andrea Romano, che rappresenta la madre di Cagarelli.

Giuseppe Cagarelli lavorò alla Cemental per svariati anni, dal 1969 al 1992, fino a quando, cioè, la ditta venne chiusa.

«Durante l’udienza di giovedì pomeriggio è stato ascoltato il professor Soffritti di Bologna, nominato dalla dottoressa Cardarelli per valutare le cause della morte di Cagarelli dal punto di vista delle competenze medico legali – spiega l’avvocato Andrea Romano –. Secondo quanto illustrato dal professore, non c’è alcun dubbio che Cagarelli sia morto per un mesotelioma pleurico derivato dall’esposizione all’amianto, dal momento che egli ha lavorato per un periodo lunghissimo in un ambiente dove c’erano polveri disperse. Inoltre, il mesotelioma è un tumore monofattoriale. La questione, dunque, è di una chiarezza disarmante».

La prossima udienza in cui verrà ascoltato il consulente dell’imputato Franco Ponti, è fissata per il 30 ottobre. Facile supporre che la difesa incentrerà la propria tesi sulla scarsa conoscenza sui danni provocati dall’amianto ai tempi in cui la Cemental era aperta e trattava amianto quotidianamente.

«Una teoria che è già stata confutata – prosegue l’avvocato Andrea Romano –. Che l’amianto sia pericoloso lo si sapeva già dalla fine dell’800, come è stato illustrato durante la relazione del professor Soffritti».

A differenza dell’asbestosi, poi, il mesotelioma ha un periodo di latenza più lungo: è possibile che un soggetto robusto esposto all’amianto possa manifestare i sintomi del mesotelioma anche dopo 40 anni. A seguito, quindi, di un periodo di incubazione lunghissimo.

La famiglia di Giuseppe Cagarelli ha chiesto un risarcimento danni di un milione di euro. Attualmente l’avvocato Romano rappresenta la madre di Giuseppe Cagarelli. Negli ultimi anni, il padre di Giuseppe è morto. Cagarelli si occupava di lavoro sui pezzi speciali alla Cemental, in cui la linea di sbavatura sui tubi veniva raschiata via con il coltello.

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