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«Piccole liti per piccoli obiettivi»

«Piccole liti per piccoli obiettivi»

Severi (Unindustria) risponde a Caramaschi (Confcooperative): «Noi siamo capaci di guardare oltre»

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REGGIO EMILIA. «Le riflessioni del presidente Caramaschi, apparse sulla stampa, mi sembra confermino quel malessere locale che denunciavo alcuni giorni fa nel corso della nostra assemblea». A parlare è Mauro Severi, presidente Unindustria Reggio Emilia, che interviene rispondendo a quanto affermato sulla Gazzetta di ieri dal presidente di Confcooperative, Matteo Caramaschi, che strigliava il sindaco Luca Vecchi e il presidente di Unindustria Mauro Severi. In sostanza, questo il messaggio inviato dalle cooperativehe a Vecchi e Severi: «Hanno visioni troppo alte, ci sono urgenze su lavoro e sviluppo».

«Mi riferisco - entra nel merito Severi - alla frammentazione, che ho definito atomizzazione, della società civile reggiana, più portata a seguire interessi e particolarismi che una compiuta e matura visione d'insieme. Il presidente di Confcooperative invoca benefici di settore, dimenticando che il vantaggio per un territorio e per chi vi lavora deriva dal fare e dal costruire insieme, in una logica di collaborazione e con una visione condivisa. Le imprese industriali hanno nel proprio Dna la capacità di avere visione e guardare oltre».

«La necessità di competere a parità di condizioni di mercato - prosegue Severi - ha infatti determinato la loro cultura, l'approccio alla realtà e le loro modalità operative. La concorrenza, particolarmente internazionale, ha anche ulteriormente rafforzato l'impegno e l'attenzione per l'applicazione corretta del sistema della fornitura e degli appalti. A suggello di questo impegno, ricordo l'azione di Confindustria, a livello locale e nazionale, in materia di patti per la legalità e per il lavoro».

Quanto alla responsabilità sociale chiamata in causa da Caramaschi «rammento anche - puntualizza Severi - gli enormi sacrifici effettuati dalle imprese industriali per la soluzione delle crisi aziendali collegate alla complessa situazione economica e finanziaria, al fine di attenuare le ricadute sul territorio dei momenti di maggiore difficoltà. Come abbiamo più volte affermato, il nuovo che avanza rende necessario un cambiamento profondo di tutti i soggetti e i comportamenti. Lo abbiamo detto anche facendo autocritica e disposti ad accettare consigli e contributi costruttivi. Ci aspettiamo che altri sistemi facciano altrettanto».

«Lascio comunque ai nostri concittadini - conclude il presidente di Unindustria - il giudizio sulle diverse situazioni. Se sapremo valorizzare qualità e peculiarità di ciascuno, facendo ognuno la propria parte all'interno di un mondo in continua evoluzione e di progetti di respiro, sapremo costruire un futuro migliore per Reggio Emilia. Diversamente, saremo condannati a piccole liti per piccoli obiettivi».

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