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Venti immobili e sei società sequestrati a Grande Aracri

La Direzione investigativa antimafia di Bologna spiega l’avvenuta confisca dei beni mobili e immobili per oltre tre milioni di euro a Francesco Grande Aracri, 62 anni, residente a Brescello, fratello...

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La Direzione investigativa antimafia di Bologna spiega l’avvenuta confisca dei beni mobili e immobili per oltre tre milioni di euro a Francesco Grande Aracri, 62 anni, residente a Brescello, fratello del capo dell’omonima cosca di ’ndrangheta, Nicolino. Non si è trattato di una sentenza, ma è stata eseguita un’ordinanza emessa dalla Corte di Appello su proposta della Procura generale, che ha condiviso gli esiti degli accertamenti fatti dalla Dia. Oltre a diversi rapporti finanziari, sono stati sequestrati e confiscati venti immobili, sei società e due automezzi. Si tratta di beni già sequestrati, ora sottoposti a vincolo sotto altro titolo: si è fatto ricorso alla norma prevista dall’articolo 12 sexies della legge 356 del 1992 che prevede il sequestro e la confisca dei beni riferibili a condannati in via definitiva, per particolari reati. Nel caso di Grande

Aracri, la sentenza è quella per mafia nel processo “Edilpiovra”, definitiva dal 2008. La confisca è sul presupposto dell’accertata rilevante sproporzione tra ricchezza accumulata e redditi dichiarati.

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