«L’ha colpita perché proteggeva suo figlio»
Edi Dallasta, la sorella: «Quell’uomo l’aveva già affrontata, voleva sapere dove fosse mio nipote»
REGGIO EMILIA. «Mercoledì mia sorella si era trovata quell’uomo davanti a casa e lo aveva affrontato, senza paura, perché noi siamo fatte così, siamo toste. Isa voleva difendere suo figlio da quella persona ed è stata accoltellata per questo». Edi Dallasta davanti alla Rianimazione del Santa Maria di Reggio sfoga la sua rabbia per quello che è capitato venerdì mattina alla sorella Isa, accoltellata a Canali davanti casa mentre era in compagnia della figlia di 7 anni. «La bambina era presente e ha visto tutto», aggiunge la familiare.
La tensione si attenua quando dal reparto arrivano buone notizie. «Hanno detto che sta migliorando, ma ha avuto un’operazione lunga e difficile».
Poi il pensiero corre subito a quell’uomo, il brasiliano Elisandro Dos Anjos Costa.
«Da almeno un anno era invadente e violento nei confronti di mio nipote di 25 anni. Lo ha picchiato e ha anche aggredito dei suoi amici per fargli terra bruciata intorno».
Da un po’ di tempo il ragazzo ha però cambiato luogo di residenza e il brasiliano avrebbe iniziato a perseguitare la madre e anche la nonna, per sapere dove si trova il giovane. «Non trovando il ragazzo, se l’è presa con la madre, che ha fatto quello che farebbe ogni madre, proteggere il figlio. Ha accoltellato lei ma se avesse trovato lui avrebbe fatto la stessa cosa».
Edi Dallasta è sconfortata per quanto accaduto alla sorella Isa, perché ritiene che si potesse evitare. «Sapevamo che quella era una persona pericolosa e violenta. In alcune occasioni sono state chiamate le forze dell’ordine, ma poi il brasiliano scappava e non si faceva trovare al loro arrivo».
Gli inquirenti aspettano di parlare con la donna ferita per acquisire ulteriori elementi. Ieri mattina il pm Giacomo Forte ha inviato in ospedale un suo collaboratore, ma la 52enne non si era ancora svegliata.
Il quadro descritto dalla sorella fa pensare a un contesto di vero e proprio stalking, ma bisogna verificare se siano state presentate delle denunce. La procura sta comunque vagliando anche questa ipotesi.
«Viene voglia di farsi giustizia da soli, di armarsi per proteggersi – dice sconfortata Edi – Di fronte a una persona del genere, che ti prende di mira, sembra che non si possa fare nulla. Adesso temo che si rifaccia vivo da qualcuno della famiglia». (j.d.p.)
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