Gazzetta di Reggio

Reggio

«Servono più operatori per i servizi a domicilio»

di Ambra Prati
«Servono più operatori per i servizi a domicilio»

Campegine, festa per i 20 anni della struttura intercomunale Villa Diamante Il sindaco Cervi: «La sfida sarà potenziare il Servizio di aiuto alla persona»

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CAMPEGINE. Villa Diamante ha compiuto vent’anni e mostra le prime rughe. La struttura per anziani sovracomunale di via XXIV Maggio – dove nei giorni scorsi si è festeggiato l’anniversario alla presenza degli ospiti, dei loro familiari e dei sindaci Paolo Cervi di Campegine e Marcello Moretti di Sant’Ilario – era stata inaugurata nel 1996 ed era stata pensata fin dall’inizio per le esigenze dei tre Comuni di Campegine, Gattatico e Sant’Ilario; tant’è vero che era nato prima il consorzio dei tre enti locali, nel ’94, e poi il progetto della casa residenza per anziani e nucleo Rsa, inaugurati due anni dopo. All’inizio la Villa offriva 40 posti per anziani e 20 posti in Rsa; nel ’99 era stata soppressa la Rsa, trasformata in ulteriori posti per anziani fino all’ampliamento nel 2010, che aveva fatto sorgere il centro diurno, quest’ultimo potenziato nel 2012. Una struttura che, fino a quell’anno, non ha fatto che crescere; l’assetto odierno conta 56 posti ospiti nella casa residenziale e 24 nel centro diurno. «Villa Diamante, accreditata dalla Regione, ha sempre avuto un indice di gradimento elevato e ha saputo rispondere in maniera dinamica alle mutate esigenze del territorio, fornendo una qualità assistenziale alta e presentando sempre bilanci sani – spiega il sindaco Paolo Cervi – dal 2002 al 2013, in quasi dieci anni, la struttura ha fatto un milione di investimenti, tra manutenzione e ampliamento: tutto quello che serviva per tenerla al passo con i tempi. Ben 3 milioni il valore della produzione nel 2015», che però oggi confluiscono all’interno della Asp Sartori di San Polo. Le liste d’attesa per entrare sono ancora lunghe, sia per la residenzialità sia per il centro diurno, e i tempi di scopertura molto brevi: «Cinque o sei giorni. Appena si libera un posto, si attinge dalla lista d’attesa, che però spesso nasconde indecisioni – prosegue Cervi – anche se la domanda è inferiore rispetto a qualche anno fa». Tradotto, non c’è più la ressa di un tempo: nella Val d’Enza post crisi, in pochi si possono permettere rette che viaggiano sui 50,5 euro al giorno per gli ospiti fissi,circa 1.500 euro al mese, e 27,5 euro al giorno per il centro diurno. «Sono tariffe stabilite dalla Regione e in linea con quelle di altre case di riposo, ma certo ora sui costi c’è un’attenzione più oculata da parte delle famiglie. Oggi, poi, con un invecchiamento meno invalidante e familiari sempre più impegnati o lontani, le richieste di aiuto sono orientate verso la domiciliarità dei servizi: l’anziano vuole più assistenza a casa, oppure si cercano situazioni transitorie rispetto all’ingresso in casa protetta. Perciò, non si amplieranno i posti di Villa Diamante ma si cercheranno nuove risposte: la sfida sarà quella di modificare e potenziare il servizio Sap (Servizio di aiuto alla persona) ragionando sempre in termini di territorio vasto». Ad oggi, gli addetti Sap che assicurano assistenza domiciliare sono tre operatori a Campegine (e altrettanti a Gattatico, qualcuno in più a Sant’Ilario, poiché sono commisurati alla popolazione): pochini. «Occorre che la Regione ci supporti nell’ampliare il Sap: le richieste più numerose che ci arrivano sono di questo tipo. E le amministrazioni che vogliono fare la differenza devono tradurre queste domande in fatti» .

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