Albinea capofila per i saharawi
Il popolo nordafricano chiede l’indipendenza in modo pacifico
ALBINEA. Approda a Ferrara la causa saharawi sostenuta dal Comune di Albinea. Il 30 giugno nel polo museale dell’università ferrarese è stata inaugurata la mostra “Sahrawi. La dignità di un Popolo”, ispirata anche al progetto Farmacie Sahrawi, che vede il Comune di Albinea come capofila e l’ateneo estense fra i partner. Al taglio del nastro,il prof Silvano Capitani, direttore del Polo museale Unife; il prof Medici del Centro cooperazione Unife; Gabriele Del Monte, consigliere regionale; Mirella Rossi, assessore alla Pace e diritti umani del Comune di Albinea; Annalisa Felletti, assessore alla Cooperazione internazionale di Ferrara; Cinzia Terzi, coordinatrice del Progetto Farmacia.
Tutte le progettualità a sostegno della causa saharawi vedono la co-partecipazione di un nutrito pool di partner e si ispirano a principi quali la cooperazione, la condivisione di saperi e competenze. L’assessore Rossi: «L’azione progettuale che dal 2002 Albinea sta portando avanti deve essere condivisa con la nostra cittadinanza in ogni percorso per rimarcare i diritti inviolabili di ogni uomo e donna. Oggi più che mai questi percorsi creano una cultura di partecipazione e di cooperazione, ogni azione d’aiuto va posta all’attenzione come traccia di racconto visibile e condivisibile». La Regione, finanziatore del Progetto Farmacia, ha rimarcato il suo sostegno economico e politico anche per i progetti futuri perché, come ha affermato il consigliere Del Monte, «la Regione si impegna per sollecitare le istituzioni europee a non essere deboli ma a tenere il polso della situazione rispetto alle dinamiche che hanno determinato, e mantengono tutt’ora, il popolo saharawi in esilio». Un popolo che ha intrapreso il processo di autodeterminazione in modo pacifico, rifiutando con determinazione qualsiasi intervento militare. «Il valore aggiunto dei saharawi – ha sostenuto Fatima. Mahfoud del Fronte Polisario in Italia – è quello di volere una soluzione pacifica. La determinazione del nostro popolo è stata sostenuta dai tanti amici che ci hanno aiutato a resistere. Proseguiremo in questa direzione auspicando in un rapido inervento dell’Onu. Intanto le uniche “bombe” che spediamo in giro per il mondo sono i nostri bambini, che allontaniamo dai campi durante i mesi estivi e che le vostre famiglie così generosamente accolgono. Questa mostra racconta il nostro dramma». Al termine, degustazione del té preparato dalle donne saharawi. Tre sono i bicchierini: «Il primo amaro come la vita, il secondo dolce come l’amore, il terzo lieto come la morte». La mostra resterà aperta fino al 22 luglio (lunedì, giovedì e domenica 10-18, venerdì 9-17). Ingresso libero.
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