Boom di matricole in città Ora servono nuovi alloggi
La crescita delle iscrizioni nella sede reggiana dell’Università pone una sfida L’assessore Pratissoli: «Nuove strategie per il problema della residenzialità»
REGGIO EMILIA. Dopo una prolungata fase di spopolamento il centro della nostra città sta ritrovando una nuova occasione di vita con l'arrivo di una folla di giovani studenti universitari. In effetti, contrariamente a quanto accade in quasi tutti gli atenei della penisola, Unimore (Università di Modena e Reggio) continua a crescere e proprio nella sede reggiana si è registrata una impennata di adesioni che ha portato a superare nettamente le 6.000 iscrizioni con 2.375 matricole registrate nell'anno accademico 2015-2016, vale a dire 29% in più in un solo anno.
Il fenomeno determina diversi fattori innovativi. A partire dal ringiovanimento della popolazione che frequenta ed anima gli spazi centrali fino ad arrivare ad un nuovo utilizzo delle strutture abitative. Case private ed edifici storici rimasti per lungo tempo semi abbandonati possono rivelarsi utili a dare accoglienza ai nuovi, anche se temporanei, cittadini. La domanda di alloggi per gli studenti in effetti cresce e la risposta non può arrivare solo dal pubblico e diventare occasione di beneficio per i privati.
«Un terzo degli iscritti - annotava l'assessore Raffaella Curioni all'inaugurazione dello studentato di via Cambiatori - viene da fuori Reggio e cerca dunque una sistemazione. In pratica sarebbero necessari almeno duecento alloggi. Poco più di un anno fa 46 posti letto sono stati creati nella ex Villa Marchi, dentro il Campus universitario di San Lazzaro, con spazi capaci ognuno di accogliere, con ogni comfort, 4-5 persone. Il risultato è stato il frutto dell'intesa fra Comune, Università, azienda regionale per il diritto agli studi Er.Go. Ben vengano ora altre disponibilità». Che si aggiungano cioè alla ricettività già ottenuta nelle vecchie scuole di via Guasco e completino singole iniziative attivate in altri punti del centro (ad esempio in via Gabbi). I 18 nuovi spazi di via Cambiatori sono invece il frutto di un investimento (300 mila euro) e di una iniziativa della Cassa Edile che ha così reimpiegato i vecchi uffici abbandonati dopo il trasferimento in una nuova sede.
«Questo progetto - ha sottolineato l'assessore alla rigenerazione urbana Alex Pratissoli - delinea la nuova strategia di una intelligente soluzione del problema della residenzialità. In via Cambiatori il privato non solo ha investito in un bene proprio ridando nuova vita ad un edificio altrimenti destinato al sottoutilizzo, ma ha scelto di condurne direttamente la gestione garantendo i servizi utili per la miglior permanenza possibile. Il tutto d'intesa con Università, Comune, enti pubblici».
A proposito di nuovi spazi per la residenzialità degli studenti va ricordato infine che sono da tempo in corso i lavori per un altro importante insediamento, in via del Carbone, in un antico edificio di proprietà di una società immobiliare che fa capo alla famiglia Maramotti. L'apertura dovrebbe avvenire ormai a breve.
Oltre a garantire l’incremento di nuove iscrizioni l'università reggiana sta dunque rivelandosi un prezioso strumento capace di ridare vivacità e vita all'antico e storico esagono cittadino.
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