Gazzetta di Reggio

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Ex dipendente del Ccpl uccisa in moto da un camionista ubriaco

di Stefano Totaro
Ex dipendente del Ccpl uccisa in moto da un camionista ubriaco

Reggio Emilia, schianto tra moto e Tir sull’autostrada A1: la 31enne Ilaria Olivi e un amico milanese sono morti sul colpo. Il camionista ungherese che li ha investiti aveva il tasso alcolemico quattro volte il limite consentito

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REGGIO EMILIA. L’autostrada è una lunga striscia nera d’asfalto con poche luci. A quell’ora, poco prima dell’una della notte tra sabato e domenica, come ha riferito la polizia stradale, in giro non c’era pressoché nessuno. La direzione di marcia era verso Reggio: c’è una moto, una potente Guzzi che procede con due persone in sella, due amici. Alla guida il 31enne Daniel Alberti, nativo di Melzo in provincia di Milano e residente a Pessano con Bornago, sempre nell’hinterland milanese.

Dietro a lui Ilaria Olivi, 31 anni il prossimo primo d’agosto. La donna, domiciliata in via Fattori a Modena, da anni lavorava nel Reggiano: prima alla Coopbox di Bibbiano poi al Ccpl, sempre come impiegata. Non c’è dunque nessuno in giro, riferiscono gli addetti ai lavori, ma qualcuno, qualcosa c’era. Un camion, anzi, un Tir che trasportava materiale ferroso e che era diretto all’estero. Siamo all’altezza del chilometro 187, poco dopo, lo svincolo per l’A14, nella zona di Crespellano dove si sta realizzando la nuova uscita con casello autostradale.

È in questo tratto che accade l’imprevedibile e in un attimo due giovani vite vengono spazzate via per sempre.

Accade che la moto va a sbattere contro l’autoarticolato, Daniel e Ilaria vengono sbalzati, forse urtano anche il Tir, comunque rovinano sull’asfalto e per loro non c’è nulla da fare. La morte per i due amici è arrivata sul colpo.

La polizia stradale, intervenuta sul posto non appena è stato dato l’allarme della tragedia, parla di un tamponamento e così riferendo induce a pensare che probabilmente il camionista, in circostanze davvero tutte da chiarire, possa aver decelerato, cambiato la velocità della sua corsa in modo brusco, con una improvvisa frenata forse seguita pure da una sbandata.

E ciò è bastato perché la moto si schiantasse contro il pesante automezzo.

La polizia sin da subito ha voluto vedere chiaro sulla dinamica di questo terribile incidente: il conducente del Tir, un 46enne di nazionalità ungherese, è stato subito sottoposto all’alcoltest. Ed è risultato positivo, il valore riscontrato, e che dovrà essere poi stabilito anche con ulteriori riscontri, era di 1,90 grammi per litro, quasi il quadruplo del limite consentito, che è 0,5. Il camionista si è come giustificato con gli agenti della Polstrada: ha sostenuto che si era scolato una birra proprio subito dopo l’incidente. Per lo stress, per il panico, per rilassare la tensione dovuta all’incidente.

Daniel Alberti e Ilaria Olivi sono morti sul colpo. La 31enne non aveva documenti e solo in seguito si è arrivati al suo riconoscimento. Nel frattempo circolava nelle agenzie di stampa la notizia che la deceduta avesse 23 anni: già alla mattina presto era iniziato il tam tam tra amici e conoscenti, si sperava che, vista l’età, non fosse lei la vittima. Poi, con il passare delle ore, è arrivata la notizia che nessuno voleva sentire.

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