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«Nessuno ripara il muro crollato»

«Nessuno ripara il muro crollato»

Da Succiso l’appello perché sia sistemato il danno di due mesi fa

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VENTASSO. «Non credo sia rispettoso lasciare una situazione così per oltre due mesi, ormai un intervento non si può rimandare».

A pronunciarsi in questo modo, esprimendo la costernazione della comunità di Succiso, una delle borgate più vivaci dell’alto Appennino, è Emiliano Pedrini, chef del ristorante Cooperativa Valle dei cavalieri, che segnala il crollo di un muro perimetrale del cimitero avvenuto ormai più di due mesi fa.

«Nei primi giorni di maggio – spiega Pedrini – a seguito di raffiche di vento particolarmente forti, una porzione cospicua del muro perimetrale del cimitero è crollata. Fortunatamente non è stata travolta alcuna tomba, perché il muro è caduto verso l’esterno, in un campo attiguo, ma in più di due mesi la situazione è rimasta immutata».

«Abbiamo immediatamente segnalato il crollo in Comune, allora c’era il Commissario perché le elezioni amministrative non c’erano ancora state, ma non abbiamo riscontrato l’intervento di ripristino che tutti ci aspettavamo – prosegue Pedrini – Tra l’altro si tratta di un muro costruito recentemente, e questo probabilmente ha influito sui ritardi: abbiamo capito che probabilmente vista la realizzazione di poco tempo fa, bisognerà far valere una assicurazione, ma anche in questo caso si deve incaricare un perito che prenderà atto della situazione, e sistemare il muro. Così non è decoroso, anzi è irrispettoso». L’unico intervento è stato eseguito pochi giorni dopo il crollo, su richiesta della comunità di Succiso: «Abbiamo domandato che fosse messa una rete a chiudere il varco, perché avrebbero potuto anche entrare cinghiali nel cimitero. È stata messa una rete da cantiere, ma intanto l’erba sta crescendo tra i blocchi caduti del muro». La comunità di Succiso, grazie soprattutto alla Cooperativa Valle dei Cavalieri, per la quale anche Pedrini lavora, è rimasta una delle poche dell’alto crinale a mantenere in paese famiglie e a creare economia e lavoro, sui prodotti tipici in particolare e sul turismo. Ma essenziale per mantenere questi importanti risultati è la tenuta dei servizi di base e il respingere quel senso di abbandono che pervade invece altre zone del crinale e che si sta iniziando a percepire a seguito di quest’episodio. (l.t.)

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