Prostituzione: giro di vite in stazione, a Cella e Pieve
Il sindaco Vecchi firma l’ordinanza. Multe di 400 euro anche per i clienti. Previsti percorsi di reinserimento per le vittime di violenza e sfruttamento
REGGIO EMILIA. Un giro di vite contro la prostituzione su strada a Reggio. È quanto arriva con la nuova ordinanza firmata ieri dal sindaco, Luca Vecchi, che riguarda le strade principali e laterali delle frazioni di Pieve Modolena e Cella e tre strade del quartiere della stazione centrale. Il provvedimento, in vigore da ieri e valido fino al 3 ottobre è stato concordato con la Prefettura e prevede una sanzione amministrativa di 400 euro, sia per coloro che esercitano la prostituzione, sia per i clienti.
In alternativa, le persone dedite alla prostituzione, «vittime di violenza o di grave sfruttamento ovvero in stato di particolare disagio», potranno essere avviate «a programmi di sostegno e reinserimento psicologico e sociale attivi sul territorio comunale». In particolare, con l’ordinanza si vieta a chiunque «di adottare comportamenti diretti in maniera evidente ad offrire prestazioni sessuali a pagamento, come ad esempio atteggiamento e abbigliamento indecorosi, tali da ingenerare la convinzione di esercitare la prostituzione».
La violazione si concretizza inoltre «sia nello stazionare, appostarsi o adescare i clienti e intrattenersi con essi, sia nel richiedere informazioni a coloro che esercitano il meretricio e concordano prestazioni sessuali a pagamento». Altro comportamento vietato esplicitamente dall’ordinanza, e quindi soggetto a sua volta alla sanzione, è l'eseguire manovre pericolose o di intralcio alla circolazione stradale, «al fine di raggiungere e ingaggiare trattative con le prostitute lungo la strada». Fra le motivazioni alla base dell’ordinanza vi sono il fatto che «si assiste in alcune zone del territorio comunale ad un incremento del fenomeno di prostituzione su strada» e che «tale prepotente forma di occupazione della strada e dei marciapiedi è subita con forte disagio e allarme in particolar modo dai residenti, che ne devono patire tutti gli aspetti negativi sotto ogni profilo di sicurezza».
Lo «sfruttamento della prostituzione – si sottolinea infine nell’ordinanza – si inserisce in un più ampio fenomeno di degrado sociale e morale e di mercificazione del corpo», mentre lo sfruttamento a scopi sessuali delle donne, è poi evidenziato, «si realizza, nella maggior parte dei casi, attraverso reti di coercizione, tratta e riduzione in schiavitù».
I luoghi pubblici interessati dai divieti sono viale Martiri di piazza Tien An Men (dalla via Copernico sino alla intersezione con via Fratelli Cervi), via Copernico (da viale Martiri di piazza Tien An Men a via 20 Settembre), via Fr.lli Cervi, via Vico, via Newton, via Ferruccio Ferrari, via Giovanni Vecchi, via Luigi Sani e via Giuseppe Turri. Il divieto vale inoltre per le strade confluenti nelle vie principali elencate
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