Cali di tensione Le industrie di Pieve in rivolta con l’Enel
Il presidente di Unindustria Mauro Severi difende le aziende «Necessario un potenziamento urgente della rete elettrica»
REGGIO EMILIA. Sono sempre più frequenti le interruzioni dell’energia elettrica, che in genere si intensificano d’estate a causa dei sovraccarichi provocati dagli impianti di condizionamento.
Sono diverse le segnalazioni del disservizio comparse su Facebook, fra cui quella che si riferisce alla prolungata sospensione della corrente intorno alle 18 di lunedì in via Compagnoni, nella zona della Canalina.
Il peggio, però, accade nelle zone industriali, dove la produzione e gli stessi macchinari ne subiscono danni rilevanti, e in questo caso la protesta non è affidata alla voce dei social network bensì a quella degli industriali reggiani: «Da diversi giorni – riferisce Mauro Severi, presidente di Unindustria – riceviamo segnalazioni da parte di importanti realtà produttive reggiane, che hanno sede a Pieve Modolena. I danni riportati dalle aziende interessate sono ingenti e hanno avuto gravi ripercussioni sull’organizzazione del lavoro, soprattutto per quelle realtà che hanno un utilizzo intenso degli impianti».
Severi sottolinea che la sua associazione aveva chiesto da tempo un «urgente e improcrastinabile adeguamento della rete elettrica» nella principale zona produttiva di Reggio Emilia, cioè nell'area di Mancasale. Occorreva, a suo avviso, realizzarvi una cabina primaria che, potenziando l’erogazione di elettricità, evitasse le interruzioni della corrente che vi si verificavano spesso.
«Ora – incalza il presidente – è quest’altra zona della città, Pieve Modolena, ad essere colpita da fermi di produzione causati da cali di tensione».
Unindustria ne trae motivo per protestare, senza peraltro spingere a fondo la polemica: «La disponibilità del distributore locale – scrive ancora il presidente di Unindustria – è stata immediata, ma il tempo trascorso per riportare alla normalità le condizioni di fornitura non è stato all’altezza delle necessità delle imprese».
La situazione è resa ancora più critica dal fatto che le aziende tendono ad aumentare l’attività in questo periodo: «Il mese di luglio – rileva Severi – storicamente è uno dei più impegnativi per le industrie, che tendono a massimizzare la produzione in vista della chiusura estiva».
A suo avviso, quindi, occorre «la massima attenzione e un più puntuale monitoraggio delle linee che servono le aree industriali, per evitare nuove perdite di produzione e costi imprevisti».
Gli industriali reggiani ritengono che non esista soltanto il problema di implementare le infrastrutture. A loro parere è altrettanto importante mantenere efficienti quelle che esistono.
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