«Colpiscono me per educarne 100 Comunque non ero iscritto al Pd»
VENTASSO. “Colpirne uno per educarne cento”. Si rifà ad un detto reso famoso da Mao Zedong, e ripreso anche poi dalle Brigate Rosse, Paolo Bargiacchi per commentare il provvedimento preso nei suoi...
VENTASSO. “Colpirne uno per educarne cento”. Si rifà ad un detto reso famoso da Mao Zedong, e ripreso anche poi dalle Brigate Rosse, Paolo Bargiacchi per commentare il provvedimento preso nei suoi confronti dal Partito Democratico, ovvero la sospensione di due anni prorogabile, dopo aver promosso e guidato una lista civica contro quella sostenuta dal Pd che ha portato alla vittoria al Comune di Ventasso Antonio Manari. Bargiacchi esprime con il detto di Mao un giudizio sull’atteggiamento tenuto nei suoi confronti, e spiega: «Non sorprende la presa di posizione della Commissione di Garanzia che, nel quadro delle regole statutarie e di corretta convivenza all’interno della formazione politica Pd, ha adottato i noti e sbandierati provvedimenti nei miei confronti. Esprimendo rispetto per i componenti della Commissione e per l’inevitabile, ancorché intempestivo, provvedimento adottato, non posso tuttavia tacere del fatto che il Circolo di Ventasso e il suo Segretario, che hanno promosso e sollecitato il provvedimento stesso, avrebbero essi pure meritato un qualche “richiamo” dalla Commissione stessa, non solo per la minuscola entità degli iscritti dell’anno 2015, meno di 100 nei quattro Comuni tutti governati dalla sinistra, non solo per il mancato avvio, fino ad ora, del tesseramento 2016, non solo per l’improvvida gestione della fase elettorale visto che la rottura vera è avvenuta sullo svolgimento o meno delle primarie reclamate da oltre 700 cittadini, ma soprattutto perché hanno venduto la lista risultata vincente come una lista dichiaratamente civica, salvo dopo il risultato reclamarne la paternità poco prima negata».
Prosegue Bargiacchi: «Non mi stupisce la sospensione - espulsione fino a fine 2017, prorogabile di un altro anno e mezzo - perché forse si è pensato che colpendone uno se ne possono educare cento. Però mi lasciano perplesso, un poco e solo un poco, il ritardo che ha accompagnato la pur doverosa pronuncia della Commissione: la mia adesione ad una lista alternativa a quella “appoggiata” dal Ps risale, infatti, al 15 aprile e solo il 22 giugno il Segretario di Circolo ha tirato per la giacchetta la Commissione sollecitandone la decisione che, con velocità eccezionale, è stata adottata solo sei giorni dopo, comunque due mesi e mezzo dopo la nota marachella. Ho detto marachella perché di situazioni analoghe sono piene le cronache in mezza o tutta Italia e poi perché lo stesso Renzi, che notoriamente non è il mio vate, ha rinunciato ad espulsioni come operazione di antica e passata memoria».
E conclude «Posso attestare comunque a mio favore che non ero iscritto per il 2016, come non lo era nessuno dei democratici di Ventasso che si sono candidati nella mia e nell’altra Lista. La sanzione non mi ha privato di una iscrizione che non avevo né di cariche di partito che non ricoprivo. Non rinnego e non mi pento di tutte le mie scelte: non credo possano fare o dire altrettanto quelli che esultano per l’attuale, conclamata presa di posizione della Commissione». (l.t.)
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