Gazzetta di Reggio

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È morto il “mobiliere di Cavriago”

di Cristina Fabbri
È morto il “mobiliere di Cavriago”

Scomparso Pietro Panciroli, una vita dedicata alla falegnameria e alla parrocchia

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CAVRIAGO. È scomparso a 81 anni lo storico mobiliere Pietro Panciroli. Molto conosciuto a Cavriago, aveva fondato oltre cinquant’anni fa, assieme ai fratelli Giacomo e Guido la "Panciroli Arredamenti", che oggi si trova nella centralissima via della Repubblica. Nata come falegnameria per via della passione comune dei tre fratelli per i mobili (all'epoca Giacomo era falegname, Pietro era fabbro e Guido faceva l'autotrasportatore), si è pian piano trasformata in un’azienda di progettazione e servizi per la casa, con importanti marchi di arredamento e design. Un punto di riferimento nel settore, anche per chi viene da fuori provincia. Pian piano l'azienda è cresciuta e hanno iniziato a lavorarci col tempo pure la moglie di Pietro, Silvana, e i loro due figli Dania e Giovanni, oltre a diversi dipendenti. Pietro Panciroli amava molto il suo lavoro. Anche se per lui, più che un lavoro, era una passione, tanto che fino all’età di 79 anni lo si vedeva all’opera nello showroom di via della Repubblica, pur essendo già in pensione. Un impegno, il suo, che ha portato avanti con dedizione e amore fino alla scomparsa della moglie, con la quale condivideva tutto. Due anni fa infatti Silvana è venuta meno e da lì per Pietro sono iniziati i problemi di salute, fino all'ischemia che l'ha colpito giovedì scorso e che ieri mattina l'ha portato al decesso all'ospedale Franchini di Montecchio, dove era ricoverato da qualche giorno. Oltre che per il suo lavoro, Pietro era molto noto in paese anche per il suo impegno in parrocchia.

Era infatti sempre pronto ad aiutare il prossimo insieme a Silvana. In tanti ricordano di lui le sue passioni: amava la montagna, in particolare la "sua" Val Gardena. A Ortisei, dove la parrocchia ha avuto per diverso tempo una casa-famiglia, ha condiviso con la moglie, i figli, il nipote e gli amici il suo amore per le passeggiate, in particolare per i funghi.

Molti infatti se lo ricordano col bastone in mano e gli scarponi ai piedi pronto per andare nei boschi. Indimenticabile il sorriso che sfoderava quando tornava dalle scarpinate e tirava fuori i porcini dallo zaino. Le sue passioni non finivano qui: finché stava bene, amava molto andare a pesca e trascorrere il suo tempo libero al bocciodromo di Cavriago, insieme agli amici di sempre. In tanti dunque oggi si stringono attorno al dolore dei figli e dei parenti tutti. Infatti ieri in paese non si parlava d'altro. Il corteo partirà oggi pomeriggio alle 14,30 dalla camera mortuaria dell'ospedale Franchini di Montecchio, in direzione della chiesa di San Terenziano per il rito funebre. La salma sarà poi tumulata nel cimitero di Cavriago nella cappella di famiglia. I parenti chiedono, a chi voglia fare donazioni, di farle alla Croce Rossa locale dove, fra l'altro, la figlia Dania e il nipote Davide sono volontari.

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