Focus su Brescello nel rapporto Ecomafie
Lo studio si sofferma sulla lottizzazione di “Cutrello” e sulla compravendita di un’area commerciale
BRESCELLO. «Brescello si guadagna un nuovo triste record che deve far riflettere tutti i suoi abitanti ed i reggiani. Ben due pagine del rapporto “Ecomafie 2016” sono dedicate al Comune reggiano recentemente sciolto per mafia dove vengono spiegati i legami e le compiacenze politiche tra i Coffrini e Grande Aracri». Così Maria Edera Spadoni, parlamentare M5S e Gianluca Sassi, capogruppo M5S in Regione commentano la pubblicazione del rapporto Ecomafie 2016, curato da Legambiente, presentato ieri al Senato.
DUE EPISODI. Nello studio vengono citati due episodi, portati alla luce dalla Commissione d’accesso che ha setacciato anni di atti amministrativi del Comune, creando così le condizioni per lo scioglimento.
«Il primo episodio riguarda la lottizzazione che più di dieci anni fa trasferì diritti edificatori residenziali da una zona del paese a un’altra: lo spostamento avrebbe favorito lo sviluppo del quartiere che da tutti viene chiamato Cutrello, ribatezzato così per la folta presenza di residenti originari di Cutro. Secondo gli autori della relazione prefettizia, a beneficiare di quella localizzazione sarebbero stati soggetti contigui alla cosca Grande Aracri, proprietari delle aree». Poi viene citato un secondo episodio «avvenuto più di recente, quando un’area di Brescello venne acquistata da una ditta con sede a Cutro, i cui titolari sono legati da parentela a Francesco Grande Aracri. L’area era a destinazione produttiva, ma una variante l’avrebbe trasformata in area commerciale. Dopo la trasformazione la ditta cutrese avrebbe venduto l’area - con un enorme guadagno, visto il cambio di destinazione - ad una ditta di Piacenza, che lì ci costruirà un supermercato».
NUOVO REATO. Il rapporto Ecomafie 2016 è il primo ad un anno dall’introduzione della legge sugli ecoreati.
«Dopo 20 anni dalla presentazione del primo rapporto sulle ecomafie finalmente per la prima volta diminuiscono i reati ambientali ed i business delle mafie . Diminuiscono appunto, non cessano di esistere. E' un primo passo ma la battaglia continua ogni giorno» spiegano Spadoni e Sassi.
«Questi dati , che si collegano con la nascita della legge sugli ecoreati insieme alla norma sulla Agenzie ambientali che chiude in parte il cerchio per poter combattere in maniera efficace i crimini ambientali, sono un primo passo che ci da coraggio, ma la strada è ancora lunga ed è necessario non abbassare mai la guardia» continuano i due esponenti del Movimento 5 Stelle.
LA CLASSIFICA. Sono 947 gli “ecoreati” contestati grazie alla nuova legge introdotto nel 2015.
La prima regione è il Lazio (134 infrazioni con 121 denunce e 17 sequestri), seguita da Campania (95 infrazioni, 137 denunce, 12 sequestri) poi Toscana (73 infrazioni, 108 denunce, 22 sequestri) e Umbria (68 infrazioni, 59 denunce, 5 sequestri) e Emilia-Romagna (67 infrazioni, 81 denunce e 8 sequestri).
Seguono poi Puglia (62 infrazioni, 79 denunce, 28 sequestri), Lombardia (58 infrazioni, 67 denunce, 11 sequestri), Molise (47 infrazioni, 43 denunce, 21 sequestri), Abruzzo (40 infrazioni,77 denunce, 10 sequestri), Piemonte (40 infrazioni,59 denunce, 8 sequestri), Basilicata ( 38 infrazioni, 30 denunce, 5 sequestri),Veneto ( 28 infrazioni, 38 denunce, 2 sequestri), Calabria ( 23 infrazioni, 29 denunce, 25 sequestri), Liguria (19 infrazioni, 23 denunce, 2 sequestri), Sicilia ( 17 infrazioni, 87 denunce, 14 sequestri), Marche (12 infrazioni, 9 denunce, 5 sequestri), Valle d'Aosta ( 10 infrazioni, 10 denunce, 2 sequestri), Sardegna ( 9 infrazioni, 27 denunce, 3 sequestri), Trentino Alto Adige ( 9 infrazioni, 11 denunce, 0 sequestri), Friuli Venezia Giulia ( 5 infrazioni, 12 denunce, 4 sequestri). (j.d.p.)
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