Un sit-in di protesta davanti al municipio sulla vicenda En.Cor
Correggio: oggi la commissione consiliare a porte chiuse Comitati e Movimento 5 Stelle si radunano per contestare
CORREGGIO. Un sit-in davanti al municipio per protestare contro lo scandalo En.Cor affinché paghino i responsabili e non i cittadini: lo hanno convocato per oggi alle 18.30 il comitato “Adesso basta” di Andrea Nanetti e il meet-up del Movimento 5 Stelle. Vi prenderà parte anche il comitato Via la Nebbia.
L’occasione è scaturita dal botta e risposta tra il Movimento 5 Stelle e i comitati da una parte e l’amministrazione comunale dall’altra sulla commissione convocata in Comune oggi pomeriggio dal presidente del consiglio comunale Marcello Fantuzzi per un aggiornamento sulla En.Cor.
«Correggio si avvia alla bancarotta e il Pd, creatore del disastro, invece di dare chiarezza sèguita a minimizzare e occultare – attacca Nanetti – e nemmeno ha risposto alla richiesta di trasparenza e contrattazione delle gigantesche spese legali. Poi, come se non bastasse, l'amministrazione s'appende al cavillo della privacy personale interpretando il Comune come persona giuridica per convocare mercoledì una commissione a porte chiuse, imponendo il segreto sui contenuti, come se fosse una proprietà privata».
Il M5S contesta la segretezza della commissione e ribadisce: «Noi come consiglieri comunali del Movimento 5 Stelle saremo presenti in commissione per fare tutte le domande e per capire cosa è successo e cosa succederà».
Il Comune specifica che «gli argomenti che saranno discussi nel corso di questa commissione presentano esattamente aspetti che impongono una trattazione a porte chiuse perché mettono al vaglio tutte le possibili azioni che il Comune di Correggio potrà mettere in campo a propria tutela e che possono riguardare persone fisiche, compresi i precedenti dirigenti e amministratori. La seduta della commissione a porte chiuse risponde così a una doppia esigenza di tutela, sia nei confronti del Comune di Correggio rispetto ai soggetti di cui si discuterà, e che altrimenti potrebbero venire a conoscenza di particolari a vantaggio della propria difesa, sia nei confronti dei consiglieri stessi, dato che la presenza delle persone interessate rappresenterebbe un ostacolo alla discussione». Il Comune replica a Nanetti chiarendo che durante la commissione «non si discuterà di “crack” né di “bancarotta”. Più correttamente si dovrà parlare di un Comune che oggi è chiamato a pagare e che utilizzerà gli adeguati percorsi amministrativi per garantire l’equilibrio di bilancio. Il Comune di Correggio non è in dissesto, ma è un Comune che sta lavorando per gestire al meglio questa fase e accompagnare la città fuori da questa situazione. Siamo al lavoro per le conseguenti azioni legali che saranno necessarie per tutelare l’ente e far pagare chi ha sbagliato. Proprio per confrontarci sulle azioni di responsabilità, che coinvolgono persone fisiche sulle quali saranno espressi giudizi da parte dei capigruppo presenti, il presidente della commissione affari generali ha convocato la seduta a porte chiuse, come previsto dal nostro regolamento. L’ex consigliere Nanetti parla a sproposito anche riguardo le spese legali, parlando di 900mila euro e facendo, come sempre, una grande confusione. Il Comune di Correggio ha finora impegnato 72mila euro per la cause in corso come spese legali per la propria difesa in giudizio, mentre il tribunale ha condannato l’ente a rimborsare le spese legali delle due banche per un importo complessivo di 127mila euro».
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