Brescello, il Tar ha accolto le richieste di Coffrini
Renzi e il ministero dell’Interno dovranno fornire ai giudici del Lazio gli atti dello scioglimento del Comune
BRESCELLO (Reggio Emilia). Spetterà alla presidenza del Consiglio dei ministri e al ministero dell'Interno consegnare al Tar del Lazio tutti gli atti che hanno portato allo scioglimento del Comune di Brescello. Davanti allo scioglimento del primo Comune dell'Emilia Romagna in seguito all'accertamento di forme di condizionamento della vita amministrativa da parte della criminalità organizzata, l'ex sindaco Marcello Coffrini, gli ex assessori Gabriele Gemma e Giuditta Carpi e l'ex consigliere Susanna Dall'Aglio hanno visto accolta dal Tar del Lazio la propria richiesta istruttoria.
I giudici hanno ordinato il deposito degli atti richiesti entro un mese e nel febbraio del prossimo anno si svolgerà l'udienza di discussione del ricorso nel merito. In questo modo, i ricorrenti avranno la possibilità di difendersi da questo provvedimento amministrativo (è giusto ricordare che a seguito del commissariamento non è stato emesso nessun avviso di garanzia), dopo che la loro prima richiesta di accesso agli atti era caduta nel vuoto.
In aprile il Comune era stato sciolto e commissariato per una serie di episodi che le amministrazioni avevano ritenuto indicativi del condizionamento del clan 'ndranghetista Grande Aracri.
Il Tar, attraverso un'ordinanza, ha accolto la richiesta istruttoria formulata, considerando «che la relazione del Prefetto di Reggio Emilia, la relazione della Commissione speciale costituiscono provvedimenti la cui conoscenza in forma integrale è propedeutica alla difesa in giudizio delle parti ricorrenti».
L'effetto è stato quello di ordinare "la produzione dei predetti atti nel fascicolo di causa, in versione integrale e senza "omissis", con l'avvertenza che la conservazione e l'ostensione degli stessi alle altre parti del giudizio sono sottoposti alle cautele" previste dalla legge. A seguito dello scioglimento, Coffrini e i suoi decisero di impugnare il provvedimento richiedendone l’annullamento, presentando un’istanza per poter ottenere tutti gli atti relativi allo scioglimento, sinora mai arrivati.
Grazie alla decisione del Tar l’ex sindaco potrà così difendersi al meglio, dopo che la relazione della commissione d'accesso aveva spinto il prefetto di Reggio Raffaele Ruberto alla richiesta di scioglimento per mafia, poi adottata dal Consiglio dei Ministri.
Il Comune di Brescello venne sciolto per una serie di episodi che sono stati ritenuti indicativi del condizionamento posto in essere dal clan Grande Aracri in un lasso di alcuni anni. Nella relazione della commissione d’accesso si fa riferimento a diversi episodi. Tra questi la delocalizzazione agli inizi degli anni 2000 che trasferì diritti edificatori residenziali verso via Pirandello, dove sorse poi “Cutrello”, luogo di insediamento del clan Grande Aracri.
Ci sono poi altre operazioni in edilizia, come la costruzione del supermercato Famila. La delibera con la quale il Governo ha sciolto Brescello ha accolto l’assunto che ci sono state «forme di condizionamento tali da determinare un’alterazione del procedimento di formazione della volontà degli organi elettivi ed amministrativi e da compromettere il buon andamento o l’imparzialità delle amministrazioni comunali e provinciali, nonchè il regolare funzionamento dei servizi ad esse affidati».
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