Fusione, la Regione dà il via libera all’iter «Ora il referendum»
L’atto amministrativo emesso dalla Commissione Bilancio Se avverrà l’unione dei tre Comuni, la sede sarà Gattatico
GATTATICO. E’ arrivato, da parte della Commissione Bilancio affari generali e affari istituzionali della Regione, il via libera alla proposta di fusione dei tre Comuni di Campegine, Gattatico e Sant’Ilario. Un atto amministrativo scontato e di prassi, che aggiusta il tiro (sulla base di quanto richiesto all’unanimità dai tre sindaci, ascoltati a lungo dalla Commissione il 28 giugno scorso) per quanto riguarda la scelta dei nomi (da nove a tre) e la sede (a Gattatico). Un passaggio obbligato, rispetto alla delibera di Giunta regionale che, a fine 2015, aveva dato l’avvio all’iter ufficiale del referendum nei tre Comuni (previsto per l’autunno), visto che la Val d’Enza è stata l’unica – delle cinque fusioni in corso in Emilia Romagna – a chiedere modifiche. La Commissione, presieduta da Massimiliano Pompignoli, ha approvato la proposta di legge regionale (i relatori sono reggiani, sia quello di maggioranza, Yuri Torri di Sel, sia quello di minoranza, Gabriele Delmonte della Lega Nord) in merito all’istituzione del nuovo Comune mediante fusione: hanno votato a favore degli articoli che compongono il progetto di legge i gruppi Pd e Sel, mentre si sono astenuti i gruppi Ln, M5S e Fdi-An. Alla proposta di fusione dei tre Comuni reggiani è allegata la proposta referendaria che si compone di due quesiti, quello relativo all’istituzione di nuovo Comune e quello sulla sua denominazione, da scegliere fra tre nomi: Campidenza, Pianure Matildiche e Tannetum. Al progetto di legge è stato presentato dall’assessore al Riordino istituzionale, Emma Petitti, un emendamento, approvato a maggioranza, che, su proposta dei tre Comuni, individua la sede del nuovo Comune in quella del Comune di Gattatico - una decisione già preannunciata dal sindaco Gianni Maiola, un contentino per il Comune più riottoso, secondo gli oppositori. «La battaglia la si farà al referendum. Un eventuale responso negativo, se ci sarà, dovrà per forza avere conseguenze», afferma Giuseppe Artioli di Rinascita Campeginese, il comitato per il no che insieme a Tutelare Gattatico ha raccolto circa 1.200 firme di contrari, portandole a Bologna in quella stessa commissione Bilancio.
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