Grossi topi invadono il centro storico
I ratti hanno colonizzato la ditta Dallari, dove ci sono ancora pacchi di pasta, e stanno infestando le zone limitrofe
Odori nauseabondi, topi lungo le vie e sui fili della luce. Uno scenario da film di Alfred Hitchock.
Da qualche giorno, ovvero da quando sono stati aperti i portoni dello stabilimento della ditta Dallari Nino e Figli spa, l'area attorno all'azienda chiusa dal 2013, dichiarata ormai fallita, che produceva la rinomata pasta all'uovo, è infestata da topi.
E c'è chi ha fotografato gruppi di ratti camminare come funamboli sui fili della luce per poi spostarsi sui tetti delle case. Il titolare dell'Hotel San Genesio che si trova a pochi metri dalla Dallari minaccia la chiusura e di rivolgersi ad un legale per danno d'immagine.
Nei giorni scorsi, per arginare l'invasione di ratti, i tecnici di Iren hanno effettuato una prima opera di disinfestazione, seminando veleno fuori e dentro lo stabilimento.
L'effetto del topicida non si è fatto attendere. Decine di topi morti sono stati recuperate e smaltite secondo le procedure ma in via Piave e nelle zone vicine è rimasto l'olezzo provocato dalla putrefazione dei ratti andati a morire chissà dove o nei ruderi fatiscenti che circondano l'azienda. Tutta la recinzione è circondata da erbe selvatiche. Nel cortile dell'azienda, che confina con una casa diroccata ci sono altri cartoni impilati su pallets e in un angolo, faldoni di documenti d'ufficio dove possono annidarsi i topi. Ma a peggiorare la situazione c'è anche l'odore nauseabondo degli escrementi dei ratti che per anni hanno vissuto e prolificato all'interno del capannone, rimasto sempre chiuso. Di fronte a questa emergenza igienico-sanitaria, alcuni residenti hanno subito richiamato l'attenzione degli organi competenti tra cui Comune di Fabbrico, Ausl di Reggio Emilia e Polizia locale.
Ieri mattina, alcuni operai, coraggiosamente, muniti di tute, scarpe antinfortunistiche e mascherine hanno lavorato all'interno dello stabilimento per spostare nel cortile esterno alcuni pallet con sopra cartoni di pasta che poi sono stati caricati su un autoarticolato. Merce che probabilmente è destinata ad essere distrutta. Alcuni di questi cartoni si presentavano in cattivo stato di conservazione. I topi sono poi arrivati alle confezioni di pasta all'uovo che si trovavano all'interno. I tecnici di Iren, una volta liberati i locali dalla merce, effettueranno un' ulteriore opera di derattizzazione e provvederanno a risanare gli ambienti oltre a disinfettare i pavimenti. La paura degli abitanti del posto è che l'invasione di topi possa portare a casi di leptospirosi. Il serbatoio più importante delle leptospire, infatti, è il ratto. Le leptospire, dopo la prima infezione, si localizzano a livello dei tubuli renali dell'ospite e possono essere escreti nell'ambiente con le urine. L'uomo potrebbe infettarsi proprio attraverso il contatto con le urine dei ratti.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
