Gazzetta di Reggio

Reggio

Il presidente Volta eredita un patrimonio di 79 milioni di euro

di Ambra Prati
Il presidente Volta eredita un patrimonio di 79 milioni di euro

Cambio ai vertici dopo vent’anni nelle mani di Lino Versace Obiettivo: ampliare l’azione alleandosi con altre finanziarie

3 MINUTI DI LETTURA





REGGIO EMILIA. Cambio al vertice per Par.co. Spa, la società finanziaria di partecipazioni del movimento cooperativo. Ieri l’assemblea dei soci ha approvato il bilancio 2015: 79 milioni di euro di patrimonio, 55 milioni di capitali e 24 milioni di riserva è il quadro finanziario a dicembre 2015, sostanzialmente stabile rispetto al 2014 ma in crescita rispetto al 2013, quando il patrimonio era di 72 milioni. Quindi ha eletto il nuovo presidente Andrea Volta. Ed è così che il presidente di Legacoop Emilia Ovest gioca in casa, sostituendo dopo vent’anni di regno il deus ex machina Lino Versace (quest’ultimo, però, mantiene la presidenza di Ccfs e di Assicop). Par.co. nata nel lontano 1993 su iniziativa di Ccfr, Assicop, Cormo e Coopservice con un capitale sociale all’epoca di 2 milioni di lire, mission dichiarata investire nelle società di capitale di interesse comune del movimento cooperativo (alle quali forniva capitali e strutture) negli anni è cresciuta fino a diventare il “pronto soccorso” del mondo cooperativo, tramite i tre strumenti Ccfs (la cassaforte per finanziamenti e prestiti), Immobilcoop (poi Boorea) per il capitale di rischio e Par.co. per partecipazioni in Spa e Srl.

«La funzione di Par.co (che ha una struttura snella, soli due dipendenti propri, 4 manager e 10 addetti che seguono i vari settori) è di rilevare dal Ccfs le attività (non core business) problematiche: Par.Co. ristruttura le aziende che vanno male, le fa crescere, salva i posti di lavoro salvabili e poi vende le società anche fuori dal movimento cooperativo» ha spiegato Versace, che ha ripercorso gli ultimi anni nell’occhio del ciclone. Nominiamo solo le ultime due operazioni: a maggio scorso la vendita, rimbalzata sui media nazionali, dell’indebitata Obiettivo Lavoro agli olandesi della Randstad, con un plusvalore di 70 milioni di euro; e la partita, tuttora aperta, di Coop Box, l’azienda di Bibbiano specializzata in imballaggi alimentari che nel 2015 è stata colpita da una sanzione antitrust dell’Ue, per una vicenda pregressa, di 33 milioni di euro.

Certo dal 2012 - anno in cui il terremoto crisi scosse dalle fondamenta i colossi cooperativi - al 2015, Par.co. è sempre stata in prima linea: un triennio convulso, durante il quale sono stati affrontati casi critici, dal gruppo Girasoli/Fysis a Retecoop, dal crac Cmr di Reggiolo alla riconversione industriale di Grandi Pastai Italiani, dalla potatura di Ccpl al settore formazione con Demetra.

L’attuale organigramma di Par.co. - che ha in pancia partecipate di tutti i tipi, dalle corporate al welfare, dall’immobiliare al food, dai centri benessere alle case di riposo ed asili nido - è il risultato di questa tempesta, e basterebbe da solo a ripercorrere l’economia reggiana recente. Nel volgere uno sguardo indietro, Lino Versace si è detto «soddisfatto, soprattutto per l’attività immobiliare, dove si è tenuto un ritmo a tambur battente. Siamo stati capaci di coniugare la solidarietà con una progettualità di valenza economica».

Il neo presidente (non a tempo pieno) Andrea Volta, da parte sua, ha dichiarato di sentire «una grande responsabilità nel subentrare a Versace: Par.co. è una sua creatura. Se questa è l’organizzazione attuale, nell’era delle fusioni, in futuro si potrebbe ampliare il raggio d’azione alleandosi con altre finanziarie, mantenendo un forte radicamento reggiano ma operando a livello nazionale».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google