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Prostituzione, sequestrati due appartamenti a Reggio Emilia

Prostituzione, sequestrati due appartamenti a Reggio Emilia

Le case si trovano in in via Debeli nei pressi della stazione ferroviaria e in via fratelli Cervi. Indagati una cinese e due italiani

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REGGIO EMILIA. La squadra mobile della Questura di Reggio Emilia assesta un nuovo colpo alla prostituzione cinese in città. Su ordinanza del presidente del tribunale, gli agenti della polizia hanno posto sotto sequestro preventivo martedì scorso due appartamenti usati come alcova dalle prostitute e applicato misure cautelari personali a tre persone, indagate per sfruttamento della prostituzione e favoreggiamento dell'immigrazione clandestina.

Si tratta di una donna cinese di 47 anni, Zou Chunyan, regolare in Italia, per cui è scattato l'obbligo di dimora a Reggio e di due reggiani, Giuseppe Quattrone di 45 anni e Giammario Vitali di 70. Entrambi hanno adesso l'obbligo di firma.

Delle ragazze che si prostituivano, alcune risultano irregolari e sono state denunciate per violazione delle norme sull'immigrazione.

I proprietari degli appartamenti sequestrati, uno in via Debeli nei pressi della stazione ferroviaria, l'altro in via fratelli Cervi, sono probabilmente italiani ed erano a conoscenza dell'attività svolta negli immobili.

L'operazione della squadra mobile si è svolta nell'ambito dell'operazione «End», iniziata già nel 2015, che ha portato fino ad oggi al sequestro di 16 centri massaggi cinesi in cui si offrivano in realità prestazioni di sesso a pagamento.

Da tre giorni è intanto entrata in vigore l'ordinanza firmata dal sindaco Luca Vecchi contro la prostituzione su strada. Dopo i controlli effettuati ieri sera nelle zone interessate dal provvedimento (Pieve e zona stazione) insieme alla polizia municipale, dalla questura fanno sapere: «La situazione sembra molto migliorata. ieri c'erano in giro pochissime lucciole e quasi nessun cliente»

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