Gazzetta di Reggio

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VILLA MINOZZO

Webcam e stazione meteo installate sul monte Cusna

VILLA MINOZZO. Con i suoi 2060 metri di altezza, è il 2° osservatorio meteo completo più alto dell’intero Appennino, quello installato sul Cusna con tanto di webcam e stazione meteo. E’ il...

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VILLA MINOZZO. Con i suoi 2060 metri di altezza, è il 2° osservatorio meteo completo più alto dell’intero Appennino, quello installato sul Cusna con tanto di webcam e stazione meteo. E’ il compimento di un lavoro cominciato da ReggioEmiliaMeteo, con i primi sopralluoghi, più di 4 anni fa. L’osservatorio consente di avere in diretta dati e immagini di rilievo scientifico, liberamente consultabili. Presto sarà il punto di riferimento per gli sport di alta quota, estivi e invernali, per le attività di volo, di soccorso alpino e di protezione civile.  Ma è anche la scommessa sulla resistenza di materiali e strumentazione a condizioni climatiche estreme, che per combinazione di vento e ghiaccio potrebbero non avere eguali nemmeno nell’arco alpino: raffiche prossime o superiori ai 200 orari, temperature minime vicine ai -20°C, galaverne e lingue di ghiaccio anche di un metro. E nel semestre caldo la temibile minaccia dei fulmini. Tuttavia, la straordinaria bellezza della posizione vale da sola tutti questi rischi. Grazie alla collaborazione di Lorenzo Santi della ditta La Contessa, che gestisce gli impianti di risalita, nonché del suo staff, l’osservatorio è realtà. Oltre alla Contessa, ReggioEmiliaMeteo ringrazia «Marco Gebennini, Cesare Romei, Pietro Ferrari, Corrado Bertolini e quanti, direttamente o indirettamente, si sono spesi per la riuscita del progetto». La stazione è nei pressi del rifugio “Il crinale”, di recente ristrutturato, all’arrivo degli impianti di risalita di Febbio. Lì è stata installata la webcam Mobotix che fornisce immagini in alta definizione anche di notte, corredate di video in time lapse. Puntata verso Ovest- Nord- Ovest, mostra al centro la cima del Cusna (quota 2121); a destra in 1° piano il Sasso del Morto (2076); a sinistra la valle dell’ Ozola e la vista spazia dal monte Cavalbianco (1855) al monte La Nuda (1895), fino alle sorgenti del Secchia (Alpe di Succiso, 2016, e Monte Casarola, 1978).

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