Gregge sequestrato: ipotesi abbattimento
Guastalla, la decisione potrebbe scattare per 150 capi; si indaga su possibili malattie. Rischio morìa
GUASTALLA. Verranno decise a breve le sorti del migliaio di pecore poste sotto sequestro amministrativo nelle scorse settimane e trasferite, per il momento, da un allevatore di Guastalla. Nel frattempo, prendono corpo alcune ipotesi che verranno verificate nel corso di una riunione, che si terrà lunedì tra le varie autorità coinvolte, tra le quali il sindaco Camilla Verona di Guastalla e il commissario di Brescello, i due territori dove è scattato l’articolato blitz che ha visto al lavoro la polizia municipale, uomini del corpo forestale di Gualtieri e i vigili del fuoco. In particolare, da quanto trapela da alcuni dei soggetti coinvolti nella decisione del futuro di questi animali, 150 pecore potrebbero rischiare l’abbattimento. E si sta cercando di fare chiarezza sull’eventualità che alcuni esemplari abbiano contratto la brucellosi, ovvero, una malattia dell’ovino, trasmissibile all’uomo attraverso il consumo di latte contaminato. Due ipotesi ancora tutte da confermare riguardo alle quali verrà fatta chiarezza lunedì, anche a tutela degli stessi animali. Tra i greggi posti sotto sequestro, infatti, esiste il rischio di morìa degli animali: è già morto un agnellino e si vuole agire in fretta per trovare una soluzione che consenta di preservare gli altri animali. Ma va trovata una soluzione adatta, perché la sistemazione temporanea trovata presso l’allevatore di Guastalla dopo il blitz non può durare a lungo.
«Gli animali adesso sono ricoverti in una stalla in un'area di Guastalla – conferma il sindaco Camilla Verona –. Ma si tratta di mille capi: la situazione è complicata. Gli animali non possono essere condotti al pascolo perché non ci sono le autorizzazioni previste per legge. Le pecore, infatti, non possono occupare in mille le aree golenali perché altrimenti devastano tutto».
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