Prosegue la protesta dei metalmeccanici
In centinaia ieri a Correggio hanno bloccato la statale per Carpi: «La contrattazione non deve saltare»
CORREGGIO. Si intensifica la lotta dei metalmeccanici per il rinnovo del contratto. Dopo la manifestazione mercoledì a Reggio Emilia, con un corteo per le strade cittadine aperto dai dipendenti della Unigreen del gruppo Maschio Gaspardo, impegnati nell’occupazione della fabbrica per protestare contro la decisione aziendale di chiudere lo stabilimento reggiano e trasferirsi a Pordenone, altre proteste sono previste per i prossini giorni.
Ieri, a Correggio hanno fatto sciopero centinaia di metalmeccanici provenienti da diverse ditte del territorio, come la Argo Tractor Landini di Fabbrico e la Corghi. Il punto di ritrovo è stato proprio davanti alla ditta Corghi di via per Carpi: da qui è partito il corteo dei manifestanti, guidati da Fiom, Fim e Uilm. Altre manifestazioni sono in calendario per i prossimi giorni. Oggi sarà il turno di Calerno di Sant’Ilario, mentre martedì 12 la protesta prenderà vita a Reggiolo e Lentigione.
«Siamo costretti a bloccare le strade con uno sciopero di quattro ore per attirare l’attenzione sull’importanza delle mobilitazioni dei metalmeccanici – dicono all’unanimità i sindacati sostenitori delle manifestazioni – sono decine di migliaia i lavoratori che hanno scioperato e manifestato nelle strade negli ultimi due mesi per i propri diritti. Le imprese metalmeccaniche vogliono distruggere il contratto collettivo di lavoro e la contrattazione collettiva. Mentre, proprio la contrattazione collettiva aziendale e nazionale ha significato nelle nostre città diritti e un salario dignitoso per i lavoratori metalmeccanici e non solo. Se saltano i contratti nazionali e la contrattazione in generale – concludono le sigle – le retribuzioni non cresceranno. Questo processo d’impoverimento programmato va ostacolato e i lavoratori metalmeccanici lo vogliono impedire». (s.a.)
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