Black-out telefonico in Appennino In crisi sanità, ditte e uffici pubblici
BAISO. Due paesi senza telefono da due settimane, un intero distretto in ginocchio per tutta la giornata: niente linea telefonica, niente internet, niente banca, nessun servizio sanitario digitale e...
BAISO. Due paesi senza telefono da due settimane, un intero distretto in ginocchio per tutta la giornata: niente linea telefonica, niente internet, niente banca, nessun servizio sanitario digitale e le poste bloccate.
È un momento nerissimo per la montagna reggiana, semiparalizzata dall'assenza di segnale telefonico per una serie di guasti, di cui uno al Bocco, pare a causa di cavi tranciati accidentalmente. Da metà mattina tutte le utenze collegate direttamente o indirettamente a Telecome-Tim si sono praticamente azzerate, compreso il servizio internet Alice, e i telefoni fissi hanno iniziato a suonare a vuoto. Solo chi aveva cellulari con forniture Wind, Vodafone e Tre è riuscito quantomeno a telefonare e ad aver accesso ai pacchetti dati. Carpineti, Casina, Castelnovo Monti, Baiso, mezzo Appennino al “buio” telematico. Il problema non è da poco, perché oggi ogni servizio e ogni ufficio pubblico e privato è connesso alla rete per funzionare. Le banche non hanno potuto fare nessuna operazione, neppure i prelievi, e lo stesso vale per le Poste. Ma anche per i municipi e per l'ospedale e le farmacie: tutto il sistema di prenotazioni esami e di utilizzo web dei dati era inutilizzabile. Pure la questione telefono non è da meno: in tante zone di montagna, con piccole borgate e abitanti anziani, l'impossibilità di chiamare aumenta e non poco i rischi per la salute. E se ieri la questione ha investito l'intero distretto, vi è pure chi sta peggio. A Debbia e Lugo, due frazioni di Baiso affacciate sul Secchia, la linea telefonica è assente da due settimane, ormai. «Sono quasi 400 utenze senza servizio, fra cui diversi anziani e alcuni ristoranti che non riescono a prendere prenotazioni. Ho segnalato la cosa più volte senza un solo risultato, se i cittadini faranno richiesta risarcimento il Comune sarà con loro», spiega furente il sindaco Fabrizio Corti. Il titolare del conosciuto ristorante Cà Poggioli conferma amareggiato: «un locale in collina come il nostro lavora di prenotazioni, per il fine settimana. E sono due settimane che di prenotazioni non ne posso ricevere. Il danno economico è alto, farò sicuramente domanda di risarcimento danni. I motivi del guasto? Bella domanda, nessuno spiega nulla, forse il crollo di un muro sopra Debbia ma non ci sono certezze. Nè sulle cause nè tantomeno sui tempi di soluzione. C'è un un vero muro di omertà».
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