Il Comune batte cassa sui costi della giustizia
Causa contro il Ministero per ottenere oltre quattro milioni di spese anticipate Dopo il decreto ingiuntivo del 2014, le parti si sfidano in tribunale a Bologna
REGGIO EMILIA. Il Comune prova a battere cassa. E chiede al Ministero della Giustizia la restituzione di spese anticipate pari a quattro milioni e 875 mila euro, sborsate dall’amministrazione per la manutenzione del Palazzo di Giustizia tra il 2011 e il 2014. Una richiesta avviata proprio nel 2014, quando la precedente giunta aveva presentato ricorso al Tribunale per l’emissione di un decreto ingiuntivo. Ricorso al quale il Ministero si è opposto. E così gli uffici legali del Comune dovranno ora discutere la causa davanti al Tribunale di Bologna, in una data ancora da calendarizzare.
Nel dettaglio, il Comune chiede la restituzione di un milione e 540mila euro per le spese sostenute nel 2014, di un milione e 300mila euro per quelle del 2013, di un milione e 275mila euro per il 2012 e di circa 750 mila euro per il 2011.
A partire dall’ottobre 2015, con una modifica normativa, le spese di funzionamento dei tribunali sono direttamente a carico del Ministero. Ma, prima di questa modifica, erano i Comuni a dover anticipare i costi, con un elenco di voci che fra uffici giudiziari e giudici di pace comprendeva utenze di telefonia fissa e mobile, luce, acqua, riscaldamento, smaltimento rifiuti, lavori di manutenzione ordinaria, servizio di vigilanza e materiali di pulizia. Al Ministero, invece, spettava il compito di corrispondere alle spese sostenute con un contributo in due rate: la prima in acconto, all’inizio di ciascun esercizio finanziario, e la seconda a saldo, entro il 30 settembre di ogni anno.
Contributi che al Comune non sono ancora arrivati del tutto. Di qui il decreto e la causa, con il tribunale bolognese che sarà chiamato a pronunciarsi proprio sull’esecutività del decreto. Nel caso in cui i giudici daranno ragione al Comune, lo Stato dovrà impegnarsi a saldare la cifra quanto prima. Per le spese relative all’anno 2011, il Ministero ha finora erogato al Comune un acconto di poco superiore al 50% del dovuto, scendendo ad una percentuale intorno al 20% per il 2012 e per il 2013. Per il 2014, invece, in Comune finora non è arrivato nessun contributo. Secondo recenti calcoli, con dati aggiornati al 30 novembre 2015, in tredici anni l’amministrazione ha anticipato al Ministero oltre 17milioni e 982mila euro. Numeri questi ultimi diffusi a febbraio, quando lo stesso Comune è stato chiamato a impiegare risorse per l’allestimento dell’aula speciale nel Palazzo di Giustizia, evitando così il “trasloco” di Aemilia.
In quel caso la giunta aveva stanziato 130mila euro per coprire i costi della struttura eccedenti i 450mila garantiti dalla Regione. Un investimento straordinario per il quale si è resa necessaria una variazione di bilancio, con fondi attinti dagli stanziamenti per gli interventi urgenti non prevedibili in conto capitale stanziati nel bilancio 2015-2017.
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