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la reazione di catia silva

«Mi sono commossa per la gioia Dopo 7 anni mi hanno creduta»

«Mi sono commossa per la gioia Dopo 7 anni mi hanno creduta»

BRESCELLO. Non ha vergogna ad ammetterlo, Catia Silva. Una volta appreso del rinvio a giudizio dei cinque, si è commossa e si è messa a piangere. Una reazione istintiva ed emotiva che sottende la...

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BRESCELLO. Non ha vergogna ad ammetterlo, Catia Silva. Una volta appreso del rinvio a giudizio dei cinque, si è commossa e si è messa a piangere. Una reazione istintiva ed emotiva che sottende la tanta tensione accumulata in questi mesi, nel corso dei quali non ha mai smesso di combattere per la legalità. L'ultima settimana, in particolare, è stata pesante in quanto provante è stata l'attesa per il pronunciamento del gup. Alla fine la tesi dell'accusa è stata accolta, e così le persone che la minacciarono potranno essere processate.

«Ho vissuto questi giorni con il cuore in gola – spiega Catia Silva – perché non potevo avere certezze su come sarebbe andata a finire. Quando si parla di giustizia non si può mai essere sicuri di qualcosa, ma finalmente qualcuno mi ha creduto e mi è stata data la possibilità di un dibattimento. Sarà l'occasione per fare nomi e cognomi, e motivare le tante cose che ho detto e ribadito in questi anni. Ci sono voluti ben sette anni e mezzo per arrivare sin qui, ma ne è valsa la pena. Ne approfitto per ringraziare l'avvocato Vinci che in questi anni mi ha seguito passo passo e ha vissuto con me ogni tappa della vicenda: la sua non è soltanto un'opera professionale, sono certa che si muove per dei princìpi, e di questo gli sono grata. Un grazie particolare anche a Sara e a Sabrina del movimento Agende Rosse». Questo rinvio a giudizio suona un po' come una rivincita per la Silva, dopo tanti anni difficili. Ma non cerca rivalsa. «Spero che ora i cittadini capiscano che la 'ndrangheta in paese c'è stata e c'è. Anche se queste persone non hanno la lupara, hanno comunque atteggiamenti di un certo tipo, dai quali bisogna prendere le distanze. Non so se i brescellesi se ne rendano conto o meno, probabilmente ci vorrà ancora del tempo per far capire che i problemi esistono, e che tutta la vicenda dello scioglimento non è stata una montatura. So benissimo che ci sarà ancora chi non ci crederà e chi vorrà negare, pensando che Brescello sia vittima di un complotto, ma va dato atto alla Lega di aver tirato fuori un tema tanto scottante quanto reale». (a.v.)

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