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Erba alta al parco, c’è un cartello nostalgico

Erba alta al parco, c’è un cartello nostalgico

Brescello: problemi di manutenzione nell’area verde davanti al cimitero, qualcuno invoca Coffrini

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BRESCELLO. Marcello Coffrini ha appena visto accolta dal Tar del Lazio la propria richiesta di deposito degli atti sullo scioglimento del Comune da parte della presidenza del Consiglio e del Consiglio dei ministri, e intanto in paese cè chi si fa prendere dalla “nostalgia” e lo invoca con un cartello. Questa volta non c’entrano indagini o commissioni, la vicenda è molto più semplice e fa riferimento al parchetto che si trova di fronte al cimitero. «Questo parco quando era sindaco Marcello – si legge sul foglio affisso a una bacheca – è sempre stato tagliato. Ora? C’è sempre da chiamare». Di certo, in queste settimane di commissariamento, a Brescello stanno nascendo alcuni malumori relativi alla mancata manutenzione di alcune zone del paese. Ma su questo aspetto, in realtà, le responsabilità non sono attribuibili all’attuale forma di governo del paese, in quanto ai tre commissari è demandata tutta l’attività comunale (e non solo quella ordinaria, come sarebbe nel caso di un commissariamento normale): di fatto, i tre svolgono il ruolo che competerebbe a sindaco, giunta e consiglio comunale, coprendo tutte le funzioni. Le mansioni di manutenzione dovrebbero infatti essere presto riassegnate anche alla onlus “Brescello solidale” – che negli ultimi tempi non aveva potuto operare per mancanza di fondi – associazione che fornisce assistenza agli indigenti in cambio di lavori socialmente utili, tra i quali rientrano appunto le piccole riparazioni. In questo contesto, i brescellesi più attivi o segnalano cosa non va su Facebook oppure si rivolgono in Comune, sollecitando i vari uffici competenti.

Tra questi, Luciano Conforti, ex consigliere e coordinatore di “Onestà civile”, che in questi giorni si è reso protagonista di alcuni interventi “fai da te” in varie zone di Brescello. «I cittadini si lamentano del fatto che il paese sia sporco – spiega – e di fronte a questa emergenza chiedo pubblicamente l’intervento del presidente della Provincia Giammaria Manghi e del segretario del Pd Andrea Costa, che avevano dichiarato che non avrebbero lasciato soli i cittadini di Brescello in questi 18 mesi».

Altri, visti i motivi dello scioglimento, sostengono che le priorità del paese siano ben altre. Il dibattito è aperto. (a.v.)

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