Fondazione, i commissari licenziano il cda
Brescello sciolta per mafia: “rivoluzione” anche nell’ente “Paese di Don Camillo e Peppone” che gestisce il turismo
BRESCELLO. Sono passati poco più di due mesi (era il 5 maggio) dall’insediamento ufficiale dei tre commissari in Comune a Brescello in seguito allo scioglimento dell’ente, ed è arrivato uno dei primi, importanti provvedimenti. È stato infatti sostituito in toto il consiglio d’amministrazione della fondazione “Paese di Don Camillo e Peppone”, che si occupa della gestione del turismo in paese, soprattutto attraverso la creazione di una “rete” tra i tre musei esistenti e che ha l’obiettivo di valorizzare il patrimonio storico, artistico e culturale di Brescello, oltre che di diffondere la cultura. Di fatto, i commissari hanno applicato le regole contenute nello statuto della fondazione, presieduta da oltre un anno da Elena Benassi.
Il Comune è socio fondatore di questo organismo, e i tre componenti del Cda (oltre alla presidente, anche l’ex consigliere di maggioranza Luca Dall'Aglio e l’ex consigliera di minoranza Ida Pappani) erano stati nominati a suo tempo dall’ex sindaco Marcello Coffrini. L’articolo 10 dello statuto, però, parla chiaro: «I componenti del consiglio di amministrazione durano in carica per lo stesso tempo di durata del sindaco pro tempore».
Alla luce di questo passaggio i commissari hanno ritenuto scaduto l’attuale Cda, rendendo così necessaria la sua sostituzione. Con un documento pubblicato sull’albo pretorio, è stato così comunicato che il nuovo consiglio sarà composto da due commissari (Antonio Oriolo e Luciana Lucianò), oltre che da Daniela Magnani, funzionario del Comune di Brescello, responsabile del settore Attività didattiche, culturali e socio assistenziali. In questi due mesi i commissari avevano preferito confermare il vecchio Cda, per dare continuità alla gestione, ma evidentemente ha prevalso la volontà di far rispettare il regolamento scritto.
Cosa cambierà ora? In teoria poco o nulla: i tre commissari gestiscono il Comune in tutti i suoi aspetti, e dunque è lecito aspettarsi che proseguiranno anche le attività turistiche e culturali portate avanti sino ad ora, in stretta collaborazione con la biblioteca. Inutile ricordare quanto vitale sia, per una realtà come Brescello, l’aspetto turistico. Il paese di Don Camillo e Peppone ospita ogni anno decine di migliaia di persone, molte delle quali dall’estero. E i dati dicono che anche a fronte dei recenti problemi le presenze non sono calate.
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