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Scuola, 4mila firme contro la riforma del governo Renzi

di Luciano Salsi
Scuola, 4mila firme contro la riforma del governo Renzi

REGGIO EMILIA. La nostra provincia ha contribuito con 4.175 firme certificate alla raccolta di adesioni alla richiesta di referendum contro la cosiddetta “Buona Scuola”, cioè la legge 107/2015 voluta...

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REGGIO EMILIA. La nostra provincia ha contribuito con 4.175 firme certificate alla raccolta di adesioni alla richiesta di referendum contro la cosiddetta “Buona Scuola”, cioè la legge 107/2015 voluta dal governo Renzi per modificare il sistema dell’istruzione. È una quota significativa delle 49mila firme raccolte in Emilia-Romagna, fondamentali per il superamento delle 500mila firme necessarie, secondo la Costituzione, per chiedere l’abrogazione di una norma legislativa. A livello nazionale, ne sono state acquisite 530mila, che ieri mattina i promotori hanno depositato negli uffici della Corte di Cassazione, giudicando tale numero sufficiente, al netto delle prevedibili invalidazioni.

Il comitato referendario provinciale, di cui fanno parte i sindacati di categoria Flc-Cgil, Gilda e Cobas e l’associazione civica Arsave, si è impegnato a fondo nella campagna dal 16 aprile al 30 giugno. Un banchetto è stato allestito tutte le mattine di sabato in piazza Fontanesi e, con minore frequenza, al sabato pomeriggio in piazza del Monte. Due intere giornate di sabato sono state spese presso due centri commerciali, nè è stato trascurato il mercato del venerdì mattina.

La raccolta, inoltre, è stata fatta congiuntamente contro il Jobs Act all’interno e all’esterno della Camera del Lavoro, in occasione del Primo Maggio e durante la festa della Fiom al centro Tricolore, in via Agosti. Molte adesioni sono state aggiunte nelle singole scuole, approfittando di assemblee e feste. A livello regionale il conteggio delle firme, prima della certificazione, è arrivato a 212mila, moltiplicando le 53mila acquisite in prima istanza per i quattro quesiti da sottoporre ai cittadini.

Infatti saremo chiamati ad esprimerci contro i quattro punti della legge 107 maggiormente contestati dai sindacati: il potere discrezionale del dirigente scolastico nell’assunzione del personale docente tramite chiamata diretta, l’attribuzione unilaterale di quote del salario accessorio a una minoranza di insegnanti, la concessione del buono scuola alle scuole private e l’obbligatorietà di 200-400 ore di alternanza scuola-lavoro.

La Flc-Cgil regionale sottolinea il successo della raccolta, ritenendo che il contributo dell’Emilia-Romagna sia stato determinante. «Lo scopo del referendum – scrive – è rimettere al centro delle priorità del Pese la scuola pubblica».

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