Un defibrillatore per ricordare Uris Tirelli
Lo hanno donato al Comune di Albinea gli amici e i familiari del 39enne ucciso da un malore cardiaco
ALBINEA. Donare un defibrillatore. «Perché ci è sembrato il modo migliore – hanno detto gli amici – per ricordare Uris. Volevamo che di lui rimanesse un ricordo tangibile per la comunità albinetana e lui, di questa scelta, secondo noi sarebbe stato fiero». Gli amici di Uris Tirelli, deceduto a causa di un malore cardiaco lo scorso maggio, hanno voluto ricordarlo così. Donando alla comunità di Albinea un defibrillatore semiautomatico.
Uris Tirelli è morto lo scorso 8 maggio durante un’escursione in bici a Cà Schiavino, vicino a San Giovanni di Querciola (Viano). A nulla erano valsi i soccorsi. Il 39enne di Albinea lavorava in una tipografia di Modena ed era appassionato di moto e mountain bike.
La consegna del defibrillatore, effettuata dal padre Celso Tirelli, dalla mamma Milly e dalla sorella Sara, è avvenuta ieri davanti al municipio, dove è stato posizionato il box che conterrà l’apparecchiatura.
«È un gesto prezioso – ha sottolineato il sindaco Nico Giberti – particolare e non scontato. Ricordare un amico pensando agli altri. Uris sarebbe stato grato e riconoscente. Così come lo è la famiglia. Mi unisco al loro grazie e a quello di tutta la comunità albinetana».
Il box che contiene il defibrillatore è aperto e raggiungibile a ogni ora del giorno. E protetto da un sistema d’allarme col solo intento di scoraggiare atti vandalici.
«Per Uris – hanno ricordato gli amici – ogni forma di intervento è stata purtroppo vana. Forse il tempo ha giocato un ruolo chiave nella sua vicenda. Siamo certi stia approvando la nostra scelta». «È un momento toccante – ha concluso Celso Tirelli, padre di Uris – a tutti voi un grazie sincero per il pensiero a nome di tutta la nostra famiglia».
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