Esplode un garage, panico in via Faraday
Scoppio e fiamme in un box interrato contenente un’auto a metano. Cause da chiarire, centinaia di persone in strada
REGGIO EMILIA. Centinaia di persone in strada preoccupate, continue domande su cosa possa essere successo, via vai frenetico di polizia, ambulanze e vigili del fuoco e denso fumo nero che sale copioso poco distante.
Sembrerebbe una scena ad ambientazione siriana e invece è successo ieri sera a Pieve Modolena, in via Michael Faraday 9. Qui, intorno alle 19.30, proprio quando tutti erano in casa a preparare la cena o già a tavola in attesa della finale degli Europei di calcio, è esploso uno dei 35 box auto all’interno di un parcheggio interrato di una grossa palazzina.
Il boato è stato avvertito a centinaia di metri di distanza, tanto che tutte le persone dell’isolato si sono precipitate in strada per cercare di capire cosa fosse successo. Tra queste, anche il proprietario del box auto distrutto dall’esplosione e dal violento rogo che ne è scaturito. Sergio Fontanesi, 80 anni di Reggio Emilia, è visibilmente agitato quando si precipita giù per le scale. Appena uscito capisce subito che il garage coinvolto è il suo, perché è il secondo che si incontra quando si scende lungo la piccola discesa dell’interrato. Ed è perfettamente visibile anche da fuori.
«Dentro c’era solo la mia auto – racconta mentre si sistema le grosse bretelle che tirano su i pantaloni e che toccano direttamente la pelle: per la fretta non ha avuto nemmeno il tempo di mettersi una maglietta – una Stilo del 2003 con impianto a metano. Per fortuna l’avevo assicurata pochi giorni fa, verso il 2 luglio, ma adesso questo è l’ultimo dei miei problemi. Tra l’altro l’auto andava bene, non aveva mai avuto problemi, non capisco come sia potuto succedere. Abito qui da 14 anni e ho fatto le cose che ho fatto sempre, in garage c’erano le cose di sempre».
Ironia della sorte, poi, questo fine settimana la famiglia Fontanesi sarebbe dovuta partire proprio con quella Stilo ma un contrattempo ha costretto tutti a stare a casa. «In casa con me abita mia moglie e uno dei miei due figli – prosegue l’anziano dopo aver parlato con i vigili del fuoco – dovevamo uscire nel weekend, forse all’aperto non sarebbe successo. Queste cose capitano sempre per sfortuna, è un fulmine a ciel sereno».
Dal colloquio con i pompieri però, intervenuti sul posto con tre mezzi per spegnere il rogo, è emersa una verità diversa. A far scoppiare l’auto e il box, infatti, non sarebbe stato l’impianto a metano, che non presenta segni tipici di una deflagrazione, ma qualcos’altro presente nel locale, forse un fornello a gas di quelli usati per il campeggio. Fortunatamente comunque nessuno era nell’interrato al momento del fatto e non ci sono stati feriti, mentre la vicinanza del garage con l’uscita e le grosse bocche dell’aria hanno permesso al fumo e al calore di disperdersi all’esterno. Dentro il box però è tutto distrutto. L’auto è ridotta a uno scheletro di metallo, le scatole che contenevano piatti, bicchieri e altri oggetti sono solo un ricordo e la saracinesca basculante è stata divelta dall’esplosione.
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