Gazzetta di Reggio

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Pd alla resa dei conti Sul referendum scoppia il caso Reggio

di Evaristo Sparvieri
Pd alla resa dei conti Sul referendum scoppia il caso Reggio

La raccolta firme per il sì in città al di sotto delle aspettative E in consiglio arriva la mozione che spacca la maggioranza

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REGGIO EMILIA. I numeri ufficiali saranno resi noti solo questa settimana. E comunque prima della consegna delle sottoscrizioni in Cassazione, prevista per mercoledì. Ma, per i comitati a favore del sì, il risultato delle cinquemila firme sarebbe a portata di mano. Un risultato ottenuto in extremis a colpi di banchetti, con i sostenitori del sì al referendum costituzionale di ottobre impegnati a colmare un gap che all’inizio del week-end riguardava diverse zone della provincia.

Anche, e soprattutto il capoluogo, dove secondo indiscrezioni le firme raccolte fino a venerdì scorso erano poco che più che cinquecento, arrivando a sfiorare il migliaio solo con gli sforzi delle ultime 48 ore. E dove i renziani, in prima linea nel week end per colmare il gap, sono ora in fibrillazione per il voto atteso oggi in consiglio, quando in sala Tricolore arriverà la mozione presentata dalla consigliera Sel, Lucia Lusenti.

Un documento già rinviato per mancanza del numero legale, nel quale si chiede al consiglio di esprimere «forte preoccupazione verso il possibile e pericoloso accentramento dei poteri contro il quale si stanno costituendo in tutta Italia, ed anche a Reggio, comitati referendari per il no al referendum confermativo promosso dal governo Renzi sulla riforma costituzionale».

Di fatto, un attacco indiretto anche al sindaco, Luca Vecchi, che aderendo alla campagna Anci Emilia-Romagna ha già firmato in favore del sì, senza passare per una consultazione nè della giunta nè del consiglio. Una mozione che, tra assenze e astensioni, potrebbe portare oggi a spaccare la maggioranza, con il rischio concreto che grazie alle opposizioni il documento di Sel ottenga un via libera: un risultato che spalancherebbe le porte ad una resa dei conti nello stesso Pd, dove i nervi sono già tesissimi, alla ricerca di un caprio espiatorio per una raccolta firme considerata in città al di sotto delle aspettative a differenza di altri territori, come la Bassa e la zona ceramiche. Quanto al rebus in Sala Tricolore, a favore del referendum si sono già espressi il presidente del Consiglio comunale Emanuela Caselli, il capogruppo Pd, Andrea Capelli, e Maura Manghi, la prima a costituire in città un comitato per il sì. Assieme a loro anche Claudia Aguzzoli, Angelo Cigarini, Emilia Davoli, Daniele Marchi, Maria Chiara Morelli. Incerta Federica Franceschini, ma potrebbe optare per il sì al referendum. Orientati a votare contro la riforma, invece, Lanfranco De Franco (che oggi potrebbe astenersi), Giorgio Campioli e Pierluigi Saccardi. Per il no anche Salvatore Scarpino e Dario De Lucia. Nell’indecisione: Gianluca Cantergiani, Federico Montanari, Cristhian Vergalli e Teresa Rivetti. Non tutti i consiglieri Pd saranno presenti oggi. E, rispetto alla mozione, le opposizioni potrebbero votare compatte a favore della mozione. (e.spa.)

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