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il fondatore del tunnel

Vicini: «Le istituzioni aiutino i giovani a realizzare un’idea»

REGGIO EMILIA. Il Tunnel Club di via del Chionso è uno dei locali più frequentati dai ragazzi di Reggio Emilia. Nato come circolo Arci organizza spesso serate in stile “discoteca” dove, pagando un...

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REGGIO EMILIA. Il Tunnel Club di via del Chionso è uno dei locali più frequentati dai ragazzi di Reggio Emilia. Nato come circolo Arci organizza spesso serate in stile “discoteca” dove, pagando un ingresso che si aggira sui dieci euro e che comprende una consumazione, si può ballare fino a tarda notte.

E Marco Vicini, uno dei fondatori del Tunnel ormai dieci anni fa, è a contatto sia con il mondo dei giovani che con le dinamiche che regolano la vita notturna di Reggio Emilia, molto cambiata negli ultimi anni. E, secondo Vicini, non sempre in negativo come viene descritta dagli studenti e dai ragazzi che ora la vivono. «Il centro in questo momento mi sembra piuttosto vivace, anche se probabilmente la qualità non c'è in effetti tantissimo. Pensare che ai giovani bastino i mercoledì rosa e qualche bar aperto fin a tardi è decisamente riduttivo. Ma qualcosa succede, ad esempio sono contento che si riattivi il Mirabello, uno spazio fantastico per ospitare delle manifestazioni. Chiaramente però da organizzatore di eventi, ormai giunto alla quarta edizione di Eleva, mi rendo conto che mettere in piedi un’attività è una cosa tutt’altro che semplice da realizzare, ci vuole una motivazione che va al di là della dimensione economica». Dimensione economica che resta però un elemento rilevante. I giovani ci sono, hanno idee buone anche se spesso a livello embrionale, ma quello che capita è che si perdano in un mare di burocrazia, disinformazione e carenza di budget. E che alla fine rinuncino al loro progetto che avrebbe potuto contribuire a rivitalizzare il centro storico. Per questo «serve un contesto più agevolante per chi organizza ed è alle prime armi – spiega il fondatore del Tunnel – per un ragazzo che ha un'idea e prova a portarla avanti è complesso. Organizzare le cose costa e chi ha disponibilità economica limitata deve trovare il modo di finanziarsi. Per questo all’interno delle istituzioni locali bisogna fornire agevolazioni e strumenti che alleggeriscano questo peso. Serve insomma una regia che guidi chi è portatore di un progetto valido, anche embrionale. Di giovani ce ne sono tanti che hanno spunti innovativi ma non sono in grado di farlo per competenze, burocrazia, risorse strumentali ed economiche».

Una cosa però manca, secondo Vinci, nella realtà del divertimento di Reggio Emilia. Oltre alle comprensibili limitazioni del rumore entro mezzanotte in centro storico infatti, servirebbero «più luoghi adatti ad ospitare eventi musicali all’aperto. Soprattutto adesso che è estate». (l.g.)

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