Gazzetta di Reggio

Reggio

“Fa sesso rumoroso”, accusa la vicina e la trascina in tribunale

Tiziano Soresina
“Fa sesso rumoroso”, accusa la vicina e la trascina in tribunale

Stalking: un’infermiera dice di essere stata perseguitata (“Non dormivo più”) da un’impiegata di 47 anni, ora finita alla sbarra. L’imputata: "Tutto inventato"

2 MINUTI DI LETTURA





REGGIO EMILIA. Due donne contro che abitavano nello stesso pianerottolo di un palazzo di periferia. Ma dai classici litigi condominiali – con un’impronta pure boccaccesca – la vicenda ha preso una piega piuttosto delicata, approdando in tribunale con accuse pesanti: stalking e calunnia nei confronti di un’impiegata 47enne (difesa dall’avvocatessa Federica Martone). Ad accusarla è la vicina di casa, cioè un’infermiera cinquantenne costituitasi parte civile tramite l’avvocatessa Silvia Dodi.

La contrapposizione parte nel 2009, quando l’infermiera arriverà a chiedere alla vicina di finirla con tutti quei rumori che le impediscono di dormire di notte. E sarebbero rumori a luci rosse: rapporti sessuali violenti, molto movimentati e ben udibili... Ma al sesso “sonoro” si sarebbero aggiunte porte sbattute, tapparelle abbassate con forza, pugni contro il muro, risate, radiosveglie che partono all’improvviso e più volte al giorno. L’impiegata nega e il palazzo si divide, dando ragione all’una o all’altra.

Ormai la situazione sta precipitando: l’infermiera racconta di aver subìto delle aggressioni dalla “rivale” (spintoni, spruzzi con lo spray al peperoncino, gomitate), si lamenta per l’incollatura delle serrature della cassetta della posta e della porta della cantina, per non parlare di cartelli contenenti frasi ingiuriose. Siamo ormai alle denunce e controdenunce, mentre la richiesta di un procedimento di ammonimento alla questura nei confronti della 47enne verrà archiviato. Secondo l’accusa si tratta di fatti che vanno dal 2009 al 2013.

Inizialmente l’imputazione parla di molestie, ma nell’udienza preliminare l’infermiera deposita i certificati medici di uno psichiatra che indicano come la donna sia in terapia a causa di queste vicissitudini, da qui l’aggravamento dell’imputazione in stalking (la calunnia riguarda invece una denuncia dell’imputata in cui nel 2011 ribalta lo scenario dicendo di essere lei tormentata dall’infermiera e di essere stata costretta a cambiar casa).

Ora è partito il dibattimento: le posizioni dei testimoni sentiti appaiono contrastanti. Da parte sua l’imputata – attraverso il suo legale – replica con i cronisti alle accuse rimarcando che nel 2011 se n’era andata, ma l’infermiera ha poi manifestato gli stessi disagi anche con altri condomini. Si tornerà in aula l’8 settembre.

 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google