Risarcimenti ridotti per il bus di Erasmus «Decisione assurda»
Correggio, tagli perché le ragazze non avevano la cintura Il padre della studentessa Laura Ferrari: «Scelta ingiusta»
CORREGGIO. «Le cinture di sicurezza erano difficili da trovare: è inaccettabile che sia stata ridotto l'indennizzo, dalla compagnia assicurativa spagnola, alle famiglie delle studentesse che hanno perso la vita. Una decisione assurda, e una scelta ingiusta. Da parte nostra, abbiamo ottenuto un risarcimento da parte dell'assicurazione del pullman: ci siamo costituiti parte civile e andremo avanti».
È deciso a non mollare Riccardo Ferrari, padre di Laura, la studentessa 23enne nativa di Correggio ma residente a Modena, rimasta ferita nello schianto dell'autobus in Catalogna costato la vita ad altre 13 studentesse Erasmus. E anche Ferrari, così come ha fatto buona parte d'Italia, compreso il presidente del consiglio Matteo Renzi, esprime forte sdegno per la decisione di una compagnia assicurativa spagnola di decurtare gli indennizzi per le famiglie delle studentesse morte nel marzo scorso nel tragico incidente di Tarragona. Oltre al danno, enorme, impagabile, di non rivedere il proprio caro ritornare a casa, queste famiglie si ritrovano ora di fronte alla beffa che provoca amarezza e rabbia di una somma irrisoria a titolo di risarcimento. Nelle lettere arrivate alle famiglie delle ragazze che hanno perso la vita è riportata la cifra di 52mila euro. Una proposta che i genitori delle giovani hanno rifiutato sdegnati. Non per una questione di soldi (le somme verranno devolute in beneficenza) ma di principio.
«Sul pullman le cinture di sicurezza c'erano ma erano molto nascoste e arrotolate. Poi, bisogna tenere conto che era notte e la situazione, quindi, era ancora più complicata – prosegue il papà di Laura –. Inoltre, il pullman era diverso da quello dell'andata e ciò ha reso più difficili le operazioni di riconoscimento dopo l'incidente. Senza dimenticare che tra i morti c’erano anche persone che indossavano le cinture ma hanno riportato traumi facciali: tale dispositivo blocca la vita, ma la parte superiore del corpo va avanti ugualmente in caso di impatto. Dal punto di vista legale, abbiamo affidato la nostra pratica a un avvocato di Barcellona: ci siamo costituiti parte civile, come tutte le famiglie delle vittime: in Spagna, per acquisire più agevolmente gli atti del processo si deve osservare questa prassi. L'assicurazione del pullman ci ha già dato un anticipo di alcune decine di migliaia di euro. Siamo stati contattati anche dall'assicurazione dell'università per la valutazione dei danni subìti da Laura. Sicuramente lotteremo perché si faccia giustizia e perché siano chiariti tutti gli aspetti ancora oscuri di questa vicenda. Ad esempio, non si capisce se l'autista abbia avuto un malore o cosa: mi risulta che non sia stato ancora sentito dalla polizia perché ricoverato. Di certo - conclude Ferrari - non ci arrenderemo».
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