Bambina trasferita in struttura: è scontro
Cadelbosco Sopra, braccio di ferro tra i genitori di una disabile e l’amministrazione comunale
CADELBOSCO SOPRA. Una bambina che soffre di grave disabilità e di epilessia, nelle scorse settimane è stata trasferita in una struttura affinché possa ricevere cure adeguate: lo ha deciso un decreto del Tribunale dei minori, ma i famigliari si oppongono a questa scelta, che è stata concretizzata dal Comune, perché ritengono sia meglio che la piccola cresca in casa con loro.
«Non crediamo che sia la soluzione più opportuna – dice la mamma della bimba – a nostra figlia abbiamo sempre pensato io e suo padre: lei ha un ritardo di tipo fisico motorio. In più soffre di epilessia. In casa l’abbiamo sempre ricoperta di tutte le attenzioni necessarie e l’abbiamo curata. Negli anni nostra figlia è migliorata crescendo. Noi non siamo d’accordo con la decisione di trasferire la nostra piccola nella struttura».
In Comune hanno ben presente la situazione. «La bimba in questione soffre di una gravissima disabilità – spiega l’assessore ai servizi sociali Luisa Carbognani – stiamo seguendo il caso con particolare attenzione da parecchio tempo. Da subito abbiamo messo in campo tutte le soluzioni perché la bambina rimanesse con la sua famiglia. Per tutelare la bambina abbiamo messo in campo l’assistenza domiciliare sia a livello infermieristico che in collegamento a igiene e ai pasti. Oltre a tutti i trasporti, a carico di Ausl e Comune come l’assistenza, sia scolastico, sia per ogni esigenza come visite o terapie, e l’educatore di sostegno. Adesso la bambina si è aggravata e ha bisogno di cure. Il Tribunale ha emesso questo decreto perché si è constatato che non ci siano più le possibilità di continuare con tutto ciò che era stato messo in campo. Specifico, inoltre, che la permanenza nella struttura della bambina non significa che i genitori siano esclusi dalla sua vita: la possono vedere. I servizi sociali insieme ai genitori stanno infatti realizzando un progetto che preveda di tenere unita la famiglia come possibile. Alla famiglia è stato dato anche un alloggio Erp dove tuttora vive». (s.a.)
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