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Fabbri (Remilia) alla Confcommercio «Senza prospettive»

di Ambra Prati
Fabbri (Remilia) alla Confcommercio «Senza prospettive»

REGGIO EMILIA. «Come fa una rappresentante di categoria come Francesca Lombardini a farsi scudo di un misero +1,4% quando, con la chiusura delle Fiere, la prospettiva per gli albergatori è di perdere...

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REGGIO EMILIA. «Come fa una rappresentante di categoria come Francesca Lombardini a farsi scudo di un misero +1,4% quando, con la chiusura delle Fiere, la prospettiva per gli albergatori è di perdere un’importante quota di fatturato, si calcola il -15%? La nostra presidente manca di rappresentatività e non ha una visione». I dati del “barometro alberghiero”, resi noti dall’Associazione Albergatori di Confcommercio, che fotografano un +1,4% per il mese di maggio 2016 (il periodo di maggior incasso) rispetto allo stesso periodo 2015, fanno insorgere un albergatore, Giuseppe Fabbri, titolare e direttore di Remilia, l’hotel situato sulla rotonda del vecchio casello autostradale.

«I contraccolpi della paventata chiusura delle Fiere non si sono ancora concretizzati, perché nel 2015 qualche manifestazione c’è stata, ma nel momento in cui verranno a mancare tutti gli eventi, quando l’attività delle Fiere sarà a zero, cosa faremo? Sarà il colpo di grazia per un settore già al limite», spiega Fabbri.

«Il fatto è che non ci sono alternative – si infervora Fabbri – Quella di Reggio Emilia è una clientela prevalentemente business (rappresentanti e commerciali di aziende che fanno convenzioni con noi, di tutti i settori: moda, ceramica, metalmeccanica, mondo bancario) e di eventi. Le fiere, anche quelle minori, magari poco conosciute, hanno comunque un’incidenza importante per la nostra categoria: ad esempio la fiera del Pastore Tedesco, a settembre a Bagnolo in Piano, riempie le strutture. Senza contare la Fiera del Cavallo emigrata a Cremona, che totalizzava 60mila ingressi: la Camera di Commercio ha valutato una spesa pro capite, per ogni turista che arriva a Reggio Emilia, di 100 euro; se moltiplichiamo questa cifra per 60.000 presenze collegate alla suddetta fiera, si perviene ad un totale fatturato perso di euro 6.000.000. Non significa niente questo dato per la signora Lombardini?».

Quella degli albergatori è una categoria, secondo Giuseppe Fabbri, che è ancora sul filo del rasoio e che lotta per sopravvivere.

«Nel 2015 abbiamo registrato una leggera ripresa rispetto al 2014, ma non siamo ancora fuori dal guado, perché quando si va a tirare le somme i bilanci sono ancora sanguinanti, cioè in rosso. È per questo che siamo preoccupatissimi, perché non vediamo una alternativa sostitutiva alle Fiere, come ad esempio un centro congressuale o per eventi. Non siamo Bologna, che ha un polo fieristico e un buon appeal, non siamo Parma, con il suo turismo culturale straniero; l’unica cosa che abbiamo a Reggio è una viabilità agevolata grazie alla stazione Mediopadana, ma se non viene messa a reddito, implementando i servizi che mancano, non servirà a nulla. E perderemo definitivamente il treno».

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