L’azienda Bertani festeggia i cent’anni con 160 dipendenti
Dal negozio in via Farini alla Spa con sede a Buco del Signore Nel 2015 il fatturato è tornato a salire arrivando a 55 milioni
REGGIO EMILIA. Se un reggiano trova in soffitta un vecchio rubinetto d’ottone, di quelli recentemente ritornati di moda, sappia che probabilmente suo nonno l’aveva comprato da Bertani, lo storico negozio di ferramenta e articoli per l’idraulica che aveva sede in via Farini e che ora, trasformato in un colosso commerciale della termoidraulica con quasi 200 dipendenti, s’appresta a festeggiare il secolo di vita. Giorgio e Franco Bertani, attuali titolari della Bertani spa con sede in via Daniele da Torricella, venerdì inviteranno i fornitori a una cena di gala nella tenuta Venturini e Baldini, a Roncolo di Quattro Castella. In autunno commemoreranno il centenario con un’altra festa in compagnia di dipendenti e principali clienti.
Era il 1916, nel pieno della Grande Guerra, quando Amedeo Bertani inaugurò l'attività nel cuore del centro storico, che a quell’epoca aveva il doppio degli attuali residenti e pullulava di laboratori e botteghe artigiane dove si fabbricava molto di ciò che serviva alla vita quotidiana, dai mobili agli abiti alle scarpe. Gli articoli di ferramenta, però, venivano in genere dalla provincia di Brescia. Bertani era stato il primo a rivenderli in città, aprendo un piccolo negozio in via Farini, quasi all’angolo con via Squadroni, nel palazzo Ricchetti, un pregevole edificio liberty progettato alcuni anni prima dall’ingegnere Guido Tirelli. «A quell’epoca – riferisce Andrea Bertani, figlio di Giorgio – vi si vendevano sanitari, piccola ferramenta, pompe e tubi di piombo. Il commercio proseguì nei decenni successivi senza conoscere un sostanziale sviluppo fino all’inizio degli anni Sessanta, quando il boom economico determinò lo sviluppo dell’edilizia e, quindi, degli impianti termoidraulici. Amedeo era morto nel 1952, lasciando l’azienda al nipote Bruno, figlio di un fratello. Nel 1956 vi entrò anche Giuseppe, fratello di Bruno. Nel 1962 fu attuato il primo trasloco in via Cassoli, all’incrocio con viale Umberto I, in un magazzino poi trasformato in sala mostre fino al 1990. Il reparto vendita, invece, fu trasferito poco lontano, in via Gaetano Davoli».
Fu allora che si impegnarono nell’azienda gli attuali titolari: nel 1967 Franco, figlio di Bruno, classe 1948, e nel 1977 il figlio di Giuseppe, Giorgio, nato nel 1951 e laureato in ingegneria. Nel 1977, quindi, l’impresa si trasformò in società in nome collettivo. La crescita divenne imponente. Nel 1989 la sede fu trasferita nei cinquemila metri quadri di via Daniele da Torricella. Nel 1996 avvenne la trasformazione in società per azioni. Una dopo l’altra vennero aperte le filiali di Parma, Fidenza, Calerno, Modena, Carpi, Sassuolo, Pavullo, Mirandola, Viadana e Carpi, mentre veniva acquisita la Tct con sedi ad Oristano e Alghero, veniva aperto uno show-room a Londra ed era fondata la società Dynergy, con sede in via Daniele da Torricella, per l’efficientamento energetico. Il fatturato, calato sensibilmente negli anni della crisi, è risalito l’anno scorso a 55 milioni. Attualmente la Bertani spa ha 160 dipendenti più 20 nelle ditte consociate.
Nonostante l’espansione, continua ad avere le caratteristiche di un’impresa familiare. Vi operano, infatti, anche i figli di Giorgio, il 41enne Andrea laureato in scienze politiche, e la 36enne Silvia laureata in economia e commercio, insieme al figlio di Franco, Paolo, 41enne ingegnere gestionale.
Di cimeli, dopo quattro traslochi, ne sono rimasti pochi: «Conserviamo – dice Andrea Bertani – una fotografia del 1916 e un registratore di cassa del 1916 utilizzato da mia madre. Manteniamo, però, lo spirito originario nel rapporto amichevole con i clienti».
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