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Piazzale Marconi, il parcheggio più sottoutilizzato e di difficile accesso

di Ambra Prati
Piazzale Marconi, il parcheggio più sottoutilizzato e di difficile accesso

La macchinetta in cui inserire il biglietto per l’ uscita è posizionata in curva. Cartelli e transenne impediscono agli automobilisti di scendere al piano -3

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REGGIO EMILIA. Parcheggio interrato di piazzale Marconi: la posizione della macchinetta in cui infilare il biglietto per uscire costringe gli automobilisti a vere e proprie acrobazie. «Siamo consapevoli che la posizione non è l’optimum ma, rispetto ad altre soluzioni provate, è la migliore che siamo riusciti a mettere in campo per la comodità degli utenti», è la replica di Til.

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La segnalazione arriva a proposito del parcheggio davanti alla stazione cittadina, d’estate senza dubbio più frequentato e prescelto per le soste lunghe, visto che, pur essendo non custodito, c’è un servizio di portierato che lo rende più sicuro rispetto al vicino piazzale Europa, gratuito ma all’aperto e incustodito. All’ingresso, la macchinetta che eroga il biglietto è posizionata facilmente sulla sinistra e, una volta entrati con l’auto, si può posteggiare al piano -1 (occupato ieri circa al 60%), al -2 (quasi vuoto, occupato circa al 10%), mentre al -3 un cartello avvisa del divieto di accesso.

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La difficoltà si presenta in uscita: la macchinetta che ritira il biglietto è posizionata in curva e in leggera salita, il che fa sì che se il conducente tiene la destra – com’è normale che sia – il braccio non arriva all’obliteratrice: perciò tocca scendere, timbrare, tornare nell’abitacolo e solo a quel punto la sbarra si alza. Una distanza, questa tra vetture in salita e congegno per la convalida, che effettivamente comporta qualche difficoltà, come abbiamo verificato.

«C’è una economia di ingresso e una di uscita – replica Stefano Veroni, responsabile sosta della Til, che gestisce il parcheggio dal 2009 - noi abbiamo cercato di collocare le obliteratrici nella posizione migliore possibile, nei limiti dell’esistente». Veroni ammette che il risultato è perfezionabile: «In entrata la colonnina che eroga i ticket è posizionata esattamente a sinistra ed è funzionale; in uscita, non potendo intervenire sulle dimensioni della rampa e dovendo accogliere sia le auto di quel piano sia quelle che arrivano dalla rampa sottostante, bisognava trovare un compromesso. Purtroppo abbiamo installato l’impianto a barriera su una struttura che aveva già dimensioni definitive; se fosse stato un parcheggio in costruzione si poteva studiare a tavolino, ma in un fabbricato esistente e con quelle caratteristiche non si poteva fare altrimenti».

Chiediamo perché il piano -3 sia chiuso da tempo. «Quel piano si era allagato nel 2014, poi di nuovo la scorsa primavera, ad aprile: quando si verificano forti precipitazioni, la pioggia dalla strada cade all’interno del parcheggio – spiega Veroni – il piano -3 è agibile, attrezzato e funzionante: potremmo aprirlo domattina, se ci fosse bisogno di posti auto aggiuntivi. Ma non c’è la necessità, quindi limitiamo l’uso anche per salvaguardare i veicoli degli utenti, nel caso ci fosse un evento metereologico particolare».

Non c’è la necessità perché il parcheggio interrato – che all’epoca della costruzione suscitò parecchie polemiche – è sempre stato sottoutilizzato: nonostante la tariffa sia rimasta invariata (sempre un euro l’ora, franchigia di 30 minuti, 40 euro l’abbonamento), nemmeno nel periodo estivo il posteggio, che sarebbe funzionale per prendere il treno e lasciare l’auto diversi giorni, si riempie. «Abbiamo fatto una verifica l’ultima volta un paio di mesi fa: nei periodi di picco il Marconi si riempie per un piano e mezzo. D’estate aumentano gli abbonamenti, ma non disponiamo di dati aggiornati».

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