Campionato caplèt 34.500 piegati in due ore e mezza
CARPINETI. Nell’ambito dell’affollatissima festa dello Scarpazzone – la versione montanara dell’erbazzone, che tra gli ingredienti prevede anche il riso – domenica scorsa si è disputato anche il...
CARPINETI. Nell’ambito dell’affollatissima festa dello Scarpazzone – la versione montanara dell’erbazzone, che tra gli ingredienti prevede anche il riso – domenica scorsa si è disputato anche il primo campionato nazionale di piegatura dei caplèt (cappelletti). Anche questa iniziativa è stata seguita con entusiasmo da tantissima gente. Oltre trenta le squadre partecipanti, dalla pianura alla montagna, composte da otto elementi ciascuna. Chi tirava la pasta, chi la tagliava, chi piegava e chi contava. Un esercito di oltre 250 donne e qualche uomo – fra i quali un sacerdote, don Giovanni Rivi della parrocchia di Fogliano – che in 50 minuti dovevano cimentarsi in questa geniale trovata, ideata da “Carpineti da Vivere”.
Interminabile la distesa di vassoi pieni di gustosi cappelli, tutti fatti a regola d'arte e ben posizionati e allineati come soldatini. Cappelletti originali montanari che non andranno venduti (causa regole sanitarie rigorose) ma mangiati, ha spiegato lo spiker. La gara si è svolta in tre manche ed è stata vinta dalle resdore di Monteduro, della parrocchia di Paullo, con 1.788 cappelletti grazie a uno sprint finale (un vassoio di 400 cappelletti); seconde le resdore della parrocchia Santa Maria di Felina con 1.720. Ha consegnato i premi il sindaco Tiziano Borghi. Ai vincitori sono andati 400 euro; ai secondi 200. Soldi che, stando alle dichiarazioni delle vincitrici, andranno in beneficenza. Il totale di cappelletti piegati dalle 250 donne in due ore e mezza ha raggiunto lo straordinario numero di 34.500.
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