«Cento chili di frumento valgono 8 chili di pane»
Gualtieri: grido d’allarme del settore per il drastico crollo del costo del grano Cervi (Cia): «Soltanto 16 euro per un quintale, perdita di valore senza eguali»
GUALTIERI. Si chiama “Grano amaro” l’iniziativa organizzata ieri in Emilia Romagna da Cia, Confagricoltura e Copagri, che si sono mobilitate per informare cittadini e consumatori di una situazione rivelatasi insostenibile per gli agricoltori.
Nella provincia reggiana, l’adesione alla mobilitazione si è concretizzata in un incontro formativo svolto all’azienda agricola Villani, in via Fattori a Gualtieri. Qui, il presidente della Cia reggiana Antenore Cervi e Davide Calzolari per Confagricoltura hanno sottolineato amaramente la situazione del comparto cerealicolo che a tutt’oggi – a campagna di raccolta ormai in fase avanzata - assiste a quotazioni del frumento tenero sui 16 euro al quintale, mentre quello duro è valutato 19 euro.
La solidarietà e il sostegno istituzionale sono stati espressi dal sindaco di Gualtieri Renzo Bergamini, mentre timori e speranze dei giovani imprenditori del settore sono stati espressi da Valeria Villani dell’azienda che ospitava l’evento. «Cento chilogrammi di frumento valgono, al mercato attuale, meno di 8 chili di pane: una situazione insostenibile, contro la logica delle cose, che non può nemmeno lasciare indifferenti i consumatori di fronte ad un tale distorsione dei mercati che vede danneggiati gli agricoltori in primis» ha sottolineato Cervi.
Già nei primi mesi del 2016 il frumento tenero panificabile valeva mediamente 166 euro a tonnellata, quello duro a 238 euro e l’orzo 170 euro a tonnellata. Questa la fotografia della situazione in campo quando, mai come quest’anno, i frumenti presentano un’alta qualità, con proteine elevate e ottimo peso specifico. «E’ inoltre una annata con un raccolto soddisfacente nella media ed anche oltre – hanno spiegato i rappresentanti di Cia e Confagricoltura - ma vogliamo far capire alla cittadinanza il nostro disagio e far conoscere la situazione critica dei cereali, e mettere in evidenza il divario tra costo del frumento, pane e pasta. Abbiamo voluto far vedere cosa sta avvenendo, in considerazione del fatto che 25 anni fa un quintale di frumento valeva circa 30mila lire, gli attuali 15 euro. Se si fanno le debite proporzioni c’è stata una perdita di valore che non ha eguali in altri prodotti».
La produzione di quest’anno del grano tenero in provincia si annuncia sui 70-75 quintali per ettaro, contro i 62,6 del 2014 ed i 55 del 2015, annata segnata da un andamento meteorologico molto sfavorevole. «Quello dei prezzi – hanno concluso i relatori - è un problema serio e non si limita alle sole aziende agricole: il crollo del prezzo del frumento non ha portato alcun beneficio al consumatore. Serve una riflessione sull’intera filiera, non è possibile che i costi gravino solo su produttori e consumatori finali».
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