Ex Unigreen, l'azienda ora riapre al confronto
La proprietà, che aveva escluso di tornare al tavolo fino a quando lo sciopero non fosse finito, ha chiesto un incontro alle parti
REGGIO EMILIA. Si riapre la trattativa tra l’ex Unigreen e i sindacati. L’azienda ieri ha inviato una lettera a Provincia, Regione e Fiom Cgil di Reggio nella quale chiede alle parti un incontro.
Il sindacato definisce questa soluzione come un vero e proprio «dietrofront», in quanto in precedenza la proprietà aveva detto che non sarebbe tornata al tavolo delle trattative fino a quando non fosse cessato lo sciopero.«Avevamo trovato sbagliato la rottura della trattativa e per questo i lavoratori avevano deciso di confermare lo sciopero e moltiplicare le iniziative - ha dichiarato la Fiom -e ovviamente consideriamo positivo questo dietrofront».
All'inizio della prossima settimana quindi, molto probabilmente lunedi, si terrà un incontro convocato dalla Regione.[[atex:gelocal:gazzetta-di-reggio:reggio:cronaca:1.13812140:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.gazzettadireggio.it/reggio/cronaca/2016/07/14/news/unigreen-rotto-il-tavolo-a-reggio-si-chiude-1.13812140]]
«Questo stabilimento ha un bilancio del 2015 con numeri che sarebbero invidiati dalla maggior parte delle aziende reggiane. Lo stabilimento Unigreen lavora, guadagna, e ha un buon portafoglio ordini - hanno ribadito Simone Vecchi e Ciro D’Alessio della Fiom -. È evidente che lo scopo del trasferimento ha lo scopo di indurre i lavoratori a rinunciare al lavoro e quindi risparmiare sui loro stipendi. L’assemblea dei lavoratori ha deciso di proseguire l'occupazione che proseguirà fino al raggiungimento di un accordo».
Intanto la Fiom di Reggio, insieme alle organizzazioni sindacali di Cremona, Padova e Pordenone, sta organizzando iniziative comuni da mettere in campo nel caso in cui la trattativa dovesse volgere al peggio. Già domani una folta delegazione di lavoratori di Cremona è attesa ai cancelli dello stabilimento Unigreen di Roncocesi.
«Oggi più di ieri è chiaro che ci sono le condizioni per mantenere il lavoro a Reggio - ha concluso Vecchi - e su questo i lavoratori non hanno intenzione di mollare».
L’offerta dell’azienda. L’azienda invece ieri ha ribadito il contenuto delle offerte rivolte ai lavoratori. «Si offre l'opportunità di essere impiegati presso lo stabilimento Maschio Fienagione di Cremona che dista circa 90 km dall'attuale sede di Reggio Emilia. A quanti accetteranno il trasferimento l'azienda metterà a disposizione il servizio di trasporto con pulmini e il pagamento di 1 ora ordinaria utilizzata per il tragitto casa-lavoro, in aggiunta alle 8 ore lavorative giornaliere, e l'orario flessibile in entrata. In alternativa, a chi decidesse di spostare definitivamente il proprio domicilio nei pressi del plant di destinazione, verrà erogato un importo mensile di € 500,00 lordi a titolo di indennità di ricollocazione per un periodo complessivo di 24 mesi. In ogni caso il termine per il trasferimento verrà differito al 31 dicembre 2016».
Proposte, quelle dell’azienda, che i lavoratori hanno già bocciato. «Anche perché non è nemmeno certo che la produzione resti in futuro a Cremona - dice Vecchi della Fiom-. Dunque per noi questi spostamenti sono solo finalizzati a portare i dipendenti alle dimissioni».
L’intervento di Torri. Sulla difficile vertenza ieri è tornato anche il consigliere regionale di Sel Yuri Turri. «Continuiamo a inseguire l’emergenza, ma l’arroganza delle grandi imprese cresce ogni giorno di più. E ciò accade nonostante il Patto per il Lavoro. Non basta. Dobbiamo rendere più solido l’intero sistema industriale lavorando a misure ulteriori, anche strutturali, per evitare o limitare al massimo casi di delocalizzazione dal territorio regionale».
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