Meno latte e uova per il grande caldo Danni per 14 milioni
REGGIO EMILIA. La forte ondata di caldo registrata in questi primi giorni di luglio è stata accolta con un misto di gioia e di apprensione dai nostri agricoltori. Da un lato ci sono infatti i...
REGGIO EMILIA. La forte ondata di caldo registrata in questi primi giorni di luglio è stata accolta con un misto di gioia e di apprensione dai nostri agricoltori.
Da un lato ci sono infatti i viticultori che si fregano le mani soddisfatti perché le alte temperature aiutano la maturazione delle uve che stanno colorando i filari. Dall’altro ci sono invece gli allevatori di bestiame che registrano un calo produttivo di latte delle loro mandrie di quasi il 15%.
La Coldiretti reggiana ricorda i dati dell'Osservatorio agroclimatico del Ministero delle politiche agricole che parla addirittura di massimo grado di emergenza produttiva in molte aree del nostro Paese, con rischi elevati di mortalità degli animali.
«Ci sono le premesse per un’ottima vendemmia - afferma Andrea Paterlini viticoltore di San Martino in Rio - anche perché lìinnalzamento della colonnina di mercurio garantisce la sanità dei grappoli che era stata messa in pericolo dall'umidità delle scorse settimane». Stando così le cose - precisa la Coldiretti - se non ci saranno grosse sorprese la partenza della vendemmia può essere programmata per l'inizio di settembre. Molto dipenderà dall’andamento delle settimane appena precedenti e comunque gli investimenti fatte dalle aziende agricole con impianti di irrigazione ad alta efficienza e basso consumo garantiscono il giusto apporto d'acqua alle coltivazioni.
Il guaio è che si scaldano anche le stalle dove sono scattate le contromisure anti afa con abbeveratoi che lavorano a pieno ritmo per gli animali che, in questi giorni, sono arrivati a bere singolarmente fino a 140 litri d'acqua al giorno rispetto ai 70 litri dei periodi più freschi. Quando si sale oltre i 24 gradi le vacche mangiano poco, bevono molto e producono meno latte. Anche se per ridurre la calura sono messi in funzione ventilatori e doccette refrigeranti che aiutano ma fanno salire i costi.
A patire il caldo sono anche i maiali, le galline (5-10% di uova in meno) e le api.
A migliorare la situazione delle scorse giornate sono attese delle perturbazioni, ma ciò conferma che i cambiamenti in atto, con sfasamenti stagionali ed eventi estremi con rapidi passaggi dalla siccità all’alluvione creano preoccupazioni. Le bizzarrie del clima fanno stimare danni all'agricoltura reggiana per 14 milioni di euro.
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