Potenziato il Servizio sociale per i minori
L’Unione Val d’Enza, tramite l’Asp Sartori, assume 3 assistenti sociali e s’impegna a stabilizzarne altre
MONTECCHIO. La notorietà acquisita a livello nazionale con la denuncia di diversi casi di pedofilia giova al Servizio sociale minori dell'Unione Val d'Enza, che sarà potenziato assicurando maggiore stabilità al personale che vi opera. Lo si è deciso martedì scorso durante l'incontro tra l'Unione Val d’Enza e le organizzazioni sindacali di categoria, dando il via libera all'assunzione in ruolo di tre assistenti sociali da parte dell'Asp (azienda pubblica di servizi alla persona) Carlo Sartori, che ha sede a San Polo d'Enza e s'è occupata finora esclusivamente di anziani e disabili.
Paolo Colli, sindaco di Montecchio e presidente dell'Unione Val d'Enza, spiega il senso di questa operazione: «Visti gli ottimi risultati conseguiti dal Servizio minori, abbiamo pensato di consolidarlo nonostante le restrizioni finanziarie che impediscono ai Comuni di aumentare il numero dei dipendenti in pianta stabile».
«Ci serviremo, a tal fine, dell'Asp Sartori, che è uno strumento operativo dell'Unione ma, in quanto azienda, non è soggetta ai vincoli imposti agli enti locali in materia di assunzioni. Le assistenti sociali, peraltro, continueranno ad operare sotto la direzione del Servizio sociale», aggiunge Colli.
Il Servizio sociale minori, diretto da Federica Anghinolfi, ha sede a Barco di Bibbiano. Comprende una decina di assistenti sociali assunte dai Comuni della Val d'Enza, quasi tutte con contratto a tempo determinato.
I sindacati Fp-Cgil e Uil-Flp commentano con favore le tre nuove assunzioni in ruolo: «Un importante risultato che dà certezze e prospettive sul futuro dell'Asp Carlo Sartori. L’Unione ha preso anche l'impegno di compiere altre stabilizzazioni per dare continuità ad altri servizi presenti nel territorio. La sperimentazione in capo all'Asp Sartori di alcuni servizi sociali è un risultato importante, che dà certezze e prospettive sul futuro della stessa Asp. Esso è importante non solo per l'occupazione e il contrasto al precariato, ma soprattutto perché punta alla centralità dell'Asp come soggetto gestore unico dei servizi socio-assistenziali».
Il Servizio sociale della Val d'Enza in due soli anni ha fatto emergere tredici casi di abusi domestici compiuti su minori: «Lo si spiega – ha riconosciuto la crimonologa Maria Stella D'Andrea – con la bravura delle assistenti sociali, degli psicologi e dei medici, che hanno indossato gli occhiali giusti per vedere gli abusi». (l.s.)
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