Trasporti: sulla Reggio-Ciano treni come in Puglia
La precedenza viene ancora data tramite un fonogramma via telefono, unico caso nelle cinque tratte locali reggiane servite dal binario unico
REGGIO EMILIA A poca distanza dalle avveniristiche vele bianche della stazione dell’alta velocità Mediopadana ci sono 20 chilometri di rotaie sui quali il destino dei pendolari che percorrono il binario unico della Reggio-Ciano è appeso al filo del telefono. Come accade nella tratta Andria-Corato, dove è avvenuto il drammatico incidente ferroviario in Puglia, la precedenza su quella monorotaia reggiana è regolata da una telefonata tra un capotreno e un dirigente, che determina la precedenza dei due convogli del trasporto locale che viaggiano ogni giorno in direzioni opposte sullo stesso binario.
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Tra la stazione di Reggio Santo Stefano e Ciano d’Enza non ci sono infatti sistemi di sicurezza moderni che bloccano i convogli in caso di errore umano, quest’ultimo determinante non essendo installate tecnologie in grado di tirare il freno automaticamente. Non solo: dalla sala centrale di Reggio i dirigenti non vedono sul tracciato elettronico i treni locali, a differenza dei regionali che vengono seguiti in remoto passo dopo passo. La posizione viene comunicata tramite fonogrammi, come accadeva nel secolo scorso, usando il telefono nelle piccole stazioni e nei caselli.
SCONTRO IN PUGLIA - Le vittime
Finora, bisogna sottolinearlo, gli incidenti ferroviari sulla Reggio-Ciano sono stati 5 negli ultimi 12 anni grazie alla professionalità dei dipendenti di Tper, società che gestisce la rete di Fer, quest’ultima partecipata al 100% dalla Regione Emilia-Romagna. L’azienda è proprietaria delle 4 linee che tagliano perpendicolarmente la nostra provincia: la Reggio-Ciano, la Reggio-Guastalla e la Reggio-Sassuolo e la Parma-Suzzara. C’è poi la Modena-Verona, di proprietà però del vettore nazionale Rfi e gestita da Trenitalia.
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Solo la Reggio-Ciano è ancora sprovvista di sistemi avanzati di sicurezza, rappresentando l’unico nodo scoperto in regione, come confermato dall’assessorato ai Trasporti, che installerà a breve un Scmt, sistema di controllo della marcia del treno. Per ora, però, il traffico sulla Reggio-Ciano è regolato dalla stazione di incrocio a a Barco di Bibbiano. Il pirmo treno che arriva e tocca le rotaie in prossimità della stazione prenota l’entrata: l’altro rimane fuori con il semaforo rosso acceso. Quindi il capotreno del primo convoglio arrivato scende, entra nel casello e telefona al dirigente di stanza a Reggio per comunicare la sua posizione e riportare la manovra nell’apposito registro. Il dirigente di stanza a Reggio comunica l’incrocio tra i treni e viene decisa la precedenza facendo poi entrare il secondo treno evitando così la collisione. Un errore di comunicazione unito a un segnale non rispettato potrebbe essere ad alto rischio.
Un altro fattore di rischio, ovviamente, è anche l’inevitabile abbandono delle piccole stazioni periferiche. Una volta erano presidiate con controllo puntuale del traffico. Ora i passaggi vengono controllati per buona parte con le cosiddette “boe”, che registrano il passaggio dei convogli.
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La ragione dei ritardi negli investimenti sulla linea locale riguarda non solo la sicurezza ma anche l’elettrificazione delle linee e i treni ormai datati. Una deficit dipeso anche dalla concentrazione degli investimenti sulla linea dell’alta velocità in Emilia, che ha assorbito risorse per plurimilionarie. Ma non solo: chi paga le migliorie è la Regione stessa, azionista unico di Fer dopo la recente uscita delle province e della reggiana Act, che avevano quote marginali. «Per fare investimenti bisogna avere i soldi in cassa - sottolinea Sergio Alberti, amministratore unico di Fer - ma posso confermare che abbiamo investito molto in questi anni e continueremo grazie ai fondi messi a disposizione dalla Regione».
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Sulle tratte reggiane sono in arrivo infatti nuovi interventi, già annunciati l’aprile scorso. Con un investimento di 16,5 milioni di euro, di cui 10 dalla Regione e 6,5 in autofinanziamento da Fer partirà a breve il progetto di elettrificazione e potenziamento riguarda due linee in provincia di Reggio: la Reggio-Guastalla e la Reggio-Sassuolo. L’obiettivo è bandire una prima gara di appalto integrato entro la metà del 2017. Sempre in territorio reggiano sono programmati altri investimenti – per 6,3 milioni di euro, per il 2016 – sulle ferrovie: si tratta di potenziamenti infrastrutturali, realizzazione di barriere antirumore, razionalizzazione, riqualificazione e accessibilità delle fermate e delle stazioni.
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