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Caso Cemental, l'ex sindaco Fantuzzi difende Ponti

di Serena Arbizzi
Caso Cemental, l'ex sindaco Fantuzzi difende Ponti

Anche l’ex sindaco di Correggio si schiera a favore dei titolari dell’azienda: «Il dovere di dire la verità, no ai pregiudizi»

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CORREGGIO  «Il comportamento della Cemental è sempre stato collaborativo, anche negli anni in cui le aziende non erano obbligate ai controlli. E con Franco Ponti ricordo momenti accesi di confronto soltanto sul piano politico: quando io ero sindaco di Correggio, lui era segretario della Democrazia cristiana».

A meno di una settimana dall’udienza sul caso Cemental Giulio Fantuzzi, 65 anni, già sindaco di Correggio per un quadriennio dal 1976, e successivamente europarlamentare, sindaco di Reggio Emilia e segretario provinciale del Pd, interviene a difesa della famiglia Ponti, alla guida della Cemental, l'azienda che, nel tempo, ha guadagnato la triste fama di “fabbrica della morte” per i casi di malattie legate all'amianto che alcuni ex dipendenti hanno sviluppato, e ora a processo. «Premetto la mia totale solidarietà ai famigliari delle vittime dell'amianto, un killer terribile per troppo tempo rimasto nascosto, e la mia piena comprensione per la loro legittima istanza di vedere riconosciute le loro ragioni per via giudiziaria e con tempi ragionevoli – prosegue – Sarà la magistratura, verso la quale nutro profondo rispetto, ad accertare torti, ragioni e responsabilità in questa dolorosa e complessa vicenda.

Desidero comunque riconfermare quanto già dissi nel rendere testimonianza in tribunale: il comportamento dell'azienda fu in quegli anni sempre ispirato dalla volontà di collaborare con l'amministrazione locale. Il Servizio di Medicina del Lavoro venne istituito a Correggio nel 1973 all'interno del Consorzio socio-sanitario. Operava su base volontaria e senza poteri ispettivi; solo anni dopo intervenne la legge a regolamentare le funzioni cogenti di controllo e vigilanza nella materia. La Cemental aprì le sue porte all'intervento del Consorzio, in accordo con le rappresentanze sindacali aziendali, nell'intento di rispettare le leggi in vigore al tempo. Dimostrò sempre la volontà di adottare le misure di prevenzione e tutela per la salute dei lavoratori prescritte, nell'ambito delle conoscenze scientifiche in materia di amianto allora note, così come ricordato, peraltro, nel documento sottoscritto da alcuni amici ed ex dipendenti della Cemental e pubblicato recentemente».

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«Ritengo giusto - aggiunge - ribadirlo, nell'augurarmi che, nelle prese di posizione pubbliche sulla dolorosa vicenda dell'amianto, non prevalgano giudizi sommari sulle responsabilità aziendali di allora, per fatti che solo a distanza di anni, con il progredire della ricerca medica e scientifica, hanno rivelato la loro drammatica portata». Fantuzzi ribadisce, inoltre, la sua stima nei confronti di Ponti, sia come imprenditore, sia come persona. «Ho sempre avuto stima in lui – continua – negli anni in cui ero sindaco, Ponti ha dimostrato grande responsabilità, ha sempre avuto volontà di collaborare con il Comune. Ho deciso di prendere questa posizione a pochi giorni dalla sentenza perché sento il dovere di dire la verità, in questi giorni in cui il caso Cemental è ritornato alla ribalta». Fantuzzi sostiene di non avere mai fatto un sopralluogo all'interno della Cementala ai tempi in cui era sindaco di Correggi., «Non era tra le mie competenze» dice. Né di far parte del comitato pro Ponti costituitosi nelle scorse settimane. «Ho visto che questo comitato ha riportato dati oggettivi e documentati. Può contribuire a portare alla luce la verità» conclude l'ex sindaco.

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