Il caso Tutino agita il Pd Renziani al contrattacco
Dopo la lettera contro il premier, oggi è in programma una riunione di area Intanto sul referendum la Lega lancia la sua campagna estiva per il no
REGGIO EMILIA. I renziani si riuniscono. E, all’ordine del giorno, finiscono anche le parole di fuoco rivolte al premier Renzi dall’assessore alla Mobilità, Mirko Tutino, ex civatiano, contenute nella lettera inviata alla Gazzetta all’indomani del caso scoppiato in consiglio per la mozione Sel sul referendum costituzionale. Una lettera in risposta a quanto dichiarato dal presidente della Provincia, Giammaria Manghi, membro renziano della segreteria provinciale, che dopo lo psicodramma in Sala Tricolore aveva lanciato un richiamo all’unità, invitando il partito provinciale a lavorare nella stessa direzione di quello nazionale.
Ma se la bocciatura della mozione ha evitato l’uscita dalla segreteria dei tre componenti fedeli al premier, i nervi in casa Pd sono ancora tesissimi. E fra i renziani regna il malumore. Non tanto per il risultato della raccolta firme, che ha sfiorato l’obiettivo delle cinquemila sottoscrizioni. Quanto proprio per le dichiarazioni di Tutino, per il quale «la linea di questo segretario sta riducendo al lumicino l’organizzazione del partito, le sue battute ed i suoi tweet ci fanno perdere milioni di voti ed eclissano i buoni risultati di questa legislatura». Parole non andate affatto giù ai renziani, sulle quali già ieri è partita sottotraccia una discussione in occasione dell’assemblea dei sindaci in Provincia. Oggi era già in programma una riunione di area, nella quale si metteranno a punto le contromosse. Un’occasione per fare anche il punto sulla campagna referendaria per il sì, che pur superando le 500mila firme nazionali, sembra non aver sfondato in Emilia-Romagna. Quanto alla geografia del sì nella nostra provincia, a Reggio le firme sono state poco meno di 900. Nella Bassa, oltre 1.500. In rapporto alla popolazione, i risultati migliori sono stati registrati fra Casalgrande (vicina a quota 500), Scandiano e Quattro Castella (circa 320 firme).
Sul fronte del no, intanto, la Lega nord di Reggio lancia la sua campagna estiva: «La cosiddetta minoranza dem che ha sempre osteggiato questa riforma rischia di diventare la maggioranza su questo tema dimostrando ancora una volta che ci sono aspetti critici», afferma il commissario provinciale del Carroccio, Matteo Melato, sottolineanco che «la spaccatura del Pd su questo tema ormai è sotto gli occhi di tutti». (e.spa.)
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